Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha proposto una serie di iniziative che mirano ad aumentare le tasse sui più abbienti e a istituire supermercati di proprietà comunale in ogni distretto cittadino. Il suo consigliere economico Robert Wolf ha commentato l’attuale clima d’impresa a New York, soffermandosi sugli effetti che gli aumenti fiscali possono avere, in particolare sul settore immobiliare di alto valore.
Critici della proposta fanno riferimento agli insegnamenti di Ibn Khaldun, pensatore del XIV secolo, secondo cui l’aumento delle tasse oltre una certa soglia può portare a una riduzione delle entrate statali poiché frena l’attività economica. Secondo Khaldun, all’inizio di una dinastia le tasse basse favoriscono la crescita economica, ma aumenti successivi delle imposte portano a una perdita di incentivo negli imprenditori, diminuzione della produzione, crollo delle entrate e indebolimento dell’economia. In fasi avanzate, lo Stato tende a entrare direttamente nel commercio, instaurando monopoli e scoraggiando gli operatori privati, che spesso abbandonano o riducono le loro attività.
Il progetto dei supermercati comunali prevede che il Comune sia proprietario dei terreni e si faccia carico dei costi di costruzione, già finanziati con decine di milioni di dollari. Gli spazi saranno dati in gestione a un operatore privato, ma il Comune stabilirà prezzi e condizioni lavorative. Gli alimentari di base verranno venduti a prezzi inferiori mediamente del 30% rispetto al mercato, grazie a sussidi pubblici, alla riduzione o eliminazione di affitti e tasse.
Sostenitori della proposta vedono in questa misura una risposta all’alto costo degli alimentari. Tuttavia, vari esperti sostengono che la concorrenza degli esercizi comunali, sovvenzionati e non soggetti a imposte come i privati, potrebbe danneggiare i negozi indipendenti, ridurre le entrate fiscali e creare inefficienze, causando possibili carenze e cali di qualità nel tempo.
Secondo questa lettura, l’intervento pubblico diretto rischia di aggravare le difficoltà già esistenti a New York, dove molte imprese si sono ridimensionate o trasferite a causa dell’aumento dei costi e dei vincoli normativi. Inoltre, i costi fiscali dell’iniziativa sarebbero sostenuti dai contribuenti, incentivando l’ulteriore ritiro degli attori privati dal mercato commerciale cittadino.
