Il consigliere del presidente russo, Yuri Ushakov, ha riferito che Vladimir Putin e Donald Trump condividono una posizione critica verso la proposta di cessate il fuoco temporaneo avanzata da Kiev e dall’Europa, ritenuta rischiosa perché potrebbe prolungare il conflitto. Una telefonata tra i due leader, richiesta da Trump, si è svolta poco prima dell’incontro dell’ex presidente statunitense con Volodymyr Zelensky. Putin e Trump hanno convenuto di sentirsi nuovamente al termine del vertice negli Stati Uniti.
Ushakov ha spiegato che la fine delle ostilità è possibile soltanto se Kiev prenderà una decisione politica coraggiosa sul Donbass, in linea con le intese russo-americane. Russia e Stati Uniti hanno inoltre concordato di proseguire i lavori sulla crisi ucraina attraverso due gruppi: uno si occuperà di sicurezza, l’altro di questioni economiche. I dettagli saranno resi noti a inizio gennaio.
Donald Trump, sui suoi canali social, ha definito “costruttiva” la chiamata con Putin. Il portavoce ucraino Serhiy Nykyforov ha annunciato che, dopo il colloquio bilaterale, Zelensky e Trump parleranno anche con i leader europei, anche se la lista degli interlocutori non è ancora definitiva. Kirill Dmitriev, inviato russo negli USA, ha parlato di una conversazione telefonica “buona e produttiva” tra Trump e Putin.
Nel frattempo, la notte su Kiev è stata segnata da uno dei più intensi bombardamenti degli ultimi mesi, con quasi 500 droni e una quarantina di missili in dieci ore. Il presidente Zelensky ha descritto la situazione come una dimostrazione dell’assenza di volontà da parte russa di porre fine al conflitto. Putin, dall’altro lato, ha ribadito che, in assenza di una soluzione pacifica da parte di Kiev, completerà l’operazione militare con la forza.
Gli attacchi russi continuano a colpire diverse aree ucraine. A Kherson, un massiccio bombardamento ha lasciato alcune zone senza elettricità e causato due feriti tra cui una donna di 75 anni e un uomo di 38. Nella regione di Dnipropetrovsk, 48 droni russi nella notte hanno danneggiato case, scuole, una fattoria e un gasdotto, senza provocare morti. Anche Odessa ha subito danni: oltre 100 finestre in edifici residenziali e strutture sociali sono state danneggiate e ci sono state interruzioni di energia elettrica.
Polonia e Unione Europea hanno reagito ai bombardamenti con il decollo di caccia e rinnovate dichiarazioni di sostegno a Kiev, sottolineando la necessità di aumentare gli aiuti militari e finanziari. Fra i supporti, anche il pacchetto UE da 90 miliardi per sostenere la sovranità e l’integrità territoriale ucraina.
