La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, nonostante le pressioni esercitate da Donald Trump, lasciandoli tra il 3,50% e il 3,75%, livelli minimi degli ultimi tre anni. Questa decisione non è stata unanime: i governatori Stephen Miran e Christopher Waller hanno votato per un taglio di un quarto di punto. Miran, nominato da Trump, e Waller, candidato a succedere a Jerome Powell, sono entrambi considerati vicini all’ex presidente. La scelta del futuro presidente della Fed rimane incerta, con quattro nomi in lizza: Waller, Kevin Hasset, Kevin Warsh e Rick Rieder; gli analisti ritengono Warsh e Rieder favoriti. Trump ha dichiarato che nessuno in disaccordo con lui guiderà la Fed, suscitando preoccupazione sui mercati riguardo l’indipendenza dell’istituzione. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha assicurato agli investitori che tutti i candidati sono validi. L’instabilità non riguarda solo la nomina, ma anche le recenti pressioni sul dollaro, che riflettono una perdita di fiducia sulla valuta. Inoltre, Trump ha chiesto alla Corte Suprema il permesso di licenziare Lisa Cook, governatrice della Fed nominata da Biden, ed ha avviato un’azione legale contro Powell in relazione a lavori di ristrutturazione della banca centrale. Powell ha definito il caso Cook come probabilmente il più importante della storia della Fed e ha spiegato le sue ragioni in udienza alla Corte Suprema. Non ha commentato sul suo futuro, ma ha la possibilità di rimanere nel consiglio della Fed fino al 2028, fatto che potrebbe impedire a Trump di ottenere la maggioranza all’interno dell’istituzione. Secondo Powell, l’attività economica è cresciuta a ritmo sostenuto e il mercato del lavoro resta stabile, elementi che giustificano una fase di pausa nella politica monetaria fino alla nomina del nuovo presidente.