A Palermo, in via Vittorio Alfieri, si è svolta una commemorazione per i 35 anni dalla morte di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia nel 1991 per essersi opposto al pizzo. La cerimonia si è tenuta alle 7.30, ora dell’omicidio. I figli Alice e Davide, come ogni anno, hanno dipinto di rosso il marciapiede e affisso un manifesto scritto a mano in memoria del padre, ribadendo la loro scelta di non installare una targa. Presenti diverse autorità: il prefetto di Palermo Massimo Mariani, gli assessori Nuccia Albano e Maurizio Carta, il presidente della corte d’appello Antonio Balsamo, il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, i vertici delle forze dell’ordine, Tano Grasso della Federazione antiracket italiana, Antonello Cracolici della commissione antimafia dell’Ars e l’eurodeputato Leoluca Orlando. Alice Grassi ha sottolineato che, nonostante la situazione resti difficile in vari quartieri della città per quanto riguarda le intimidazioni mafiose, vi sono persone che denunciano il racket anche grazie all’associazione antiracket e ad Addiopizzo, pur ribadendo che i casi rimangono pochi. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato il coraggio e l’esempio di Libero Grassi, sottolineando l’impegno dello Stato nel rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata e il riutilizzo dei beni confiscati a fini di legalità e sviluppo sociale.
A Palermo il ricordo di Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia 35 anni fa
