Circa cento abitanti di Ibiza hanno occupato la spiaggia di Cala Saladeta per protestare contro il sovraffollamento turistico e la conseguente difficoltà nell’accedere agli spazi pubblici dell’isola. L’iniziativa, guidata dall’Associazione Giovani di Ibiza, si è svolta mentre la popolazione residente esprime crescente insoddisfazione per l’impatto del turismo sull’isola, che nel secondo trimestre del 2025 ha accolto quasi 1,2 milioni di visitatori. I manifestanti hanno distribuito fette d’anguria e chiesto che i cittadini possano tornare a usufruire delle calette e delle aree comuni normalmente occupate dai turisti, soprattutto nei mesi estivi. Nel manifesto della protesta è emersa una forte critica al modello turistico attuale, visto come favorevole principalmente a stranieri facoltosi e celebrità, mentre il costo della vita – tra cui alloggio e beni essenziali – è diventato insostenibile per i residenti. Gli organizzatori hanno chiesto che le calette ritornino ad essere luoghi di tranquillità e aggregazione per la comunità locale. Il presidente del Consiglio dell’isola, Vicent Marí, ha dichiarato che Ibiza è stata ‘pioniera’ nel fronteggiare il sovraffollamento turistico. Le proteste di Ibiza fanno parte di un fenomeno più ampio di mobilitazioni contro il turismo di massa in Spagna, con episodi simili già verificatisi a Barcellona e a Palma di Maiorca.