Quattro giovani italiani con lesioni complete e croniche del midollo spinale, privi di controllo sui muscoli delle gambe, sono riusciti a rialzarsi dalla sedia a rotelle e camminare con un deambulatore grazie a una nuova tecnica sviluppata in Italia. Il metodo è stato messo a punto dal laboratorio di neuroprotesi modulari impiantabili (Mine), nato dalla collaborazione tra l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e operativo presso l’Irccs ospedale San Raffaele. Alla sperimentazione, descritta sulla rivista Med (CellPress), hanno preso parte tre uomini e una donna di età inferiore ai 35 anni, provenienti da Lombardia, Marche e Umbria.

La tecnica, chiamata controllo mediato dal tronco (Trunk-Mediated Control, Tmc), utilizza uno stimolatore midollare già disponibile in commercio che viene attivato attraverso piccoli movimenti volontari del torace, senza necessità di impianti cerebrali, sensori esterni o algoritmi di decodifica. Il dispositivo stimola i nervi delle gambe grazie al movimento del busto, modificando temporaneamente i rapporti tra strutture nervose ed elettrodi e variando così l’effetto della stimolazione.

Dopo quattro mesi di esercizi, i partecipanti sono riusciti a salire le scale, stare in piedi a lungo con una mano mentre usavano l’altra per attività quotidiane, e camminare affrontando curve, pendenze e superfici irregolari. Uno di loro ha percorso 132 metri in 42 minuti senza interruzioni.

Secondo i ricercatori, la tecnica non restituisce la capacità di contrarre volontariamente i muscoli delle gambe, ma sfrutta il movimento residuo del tronco per permettere un controllo attivo della stimolazione durante il passo. I risultati sono frutto dell’integrazione tra stimolazione midollare e un percorso riabilitativo individualizzato, intensivo e progressivo. Dal punto di vista neuroingegneristico, il corpo diventa parte dell’interfaccia di controllo, senza bisogno di decodificare segnali cerebrali o utilizzare sensori esterni.