Le pensioni saranno uno dei temi principali della prossima legge di bilancio. La discussione sull’uscita dal lavoro è già iniziata e la Cgil critica la possibilità di andare in pensione a 64 anni con il ricalcolo dell’assegno col sistema contributivo, che comporterebbe una riduzione superiore al 10%. Forza Italia vorrebbe aumentare le pensioni minime, mentre la Lega propone di permettere il pensionamento anticipato a 64 anni per chi è nel sistema misto, cioè chi lavora da prima del 1996. Il dettaglio della proposta non è ancora definito e se ne parlerà nella riunione della Lega ‘pre-Pontida’ a Roma. La Lega vorrebbe inoltre evitare l’aumento di un mese per l’uscita con la pensione di vecchiaia fissato dal prossimo gennaio.

Secondo la Cgil, le simulazioni mostrano che con 40 anni di contributi e una retribuzione annua di 35mila euro, la pensione col sistema misto sarebbe di circa 1.726 euro mensili, mentre con il ricalcolo contributivo scenderebbe a circa 1.543 euro: una perdita di oltre 182 euro al mese, pari al 10,6%. Con stipendi più alti, la riduzione sarebbe maggiore. La Cgil contesta anche l’ipotesi di usare il Tfr per anticipare la pensione, ritenendo che questa soluzione scarichi i costi sui lavoratori senza aumentare la reale flessibilità del sistema. Contraria a questa proposta anche la senatrice M5S Mariolina Castellone, che sottolinea come pensioni e salari siano già sotto pressione.

Non sono ancora stati quantificati i costi o le modalità della proposta di pensionamento volontario anticipato. Il presidente dell’Inps Gabriele Fava, rispondendo sulle coperture, ha dichiarato che l’Inps applicherà le disposizioni del legislatore secondo le regole vigenti.