Un ampio studio presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia a Monaco ha osservato che adulti con diagnosi di diabete di tipo 2 che hanno iniziato una terapia con statine entro un anno dalla diagnosi presentano un rischio relativo del 15% inferiore di sviluppare demenza in dieci anni rispetto a chi non ha iniziato la terapia nello stesso periodo. Anche chi ha iniziato il trattamento tra uno e cinque anni dopo la diagnosi ha registrato un beneficio, seppure ridotto, con un rischio inferiore del 10%.
La ricerca, pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe, ha analizzato i dati sanitari di 132.585 pazienti in Danimarca tra il 2006 e il 2019, tutti senza precedenti diagnosi di demenza o utilizzo di statine. Il follow-up mediano è stato di 7,1 anni.
Le statine sono farmaci prescritti per ridurre il colesterolo LDL (“cattivo”) e prevenire infarto e ictus. Oltre ai benefici cardiovascolari, questo studio suggerisce un’associazione tra l’uso precoce delle statine e una riduzione soprattutto del rischio di demenza vascolare, non di Alzheimer.
Secondo la geriatra Liron Sinvani, i risultati sono coerenti con altri studi che rilevano un maggiore rischio di declino cognitivo e patologie cardiache tra chi ha il diabete di tipo 2. Sinvani sottolinea l’importanza dell’inizio precoce della terapia e afferma che il beneficio riscontrato può essere dovuto alla riduzione dell’infiammazione e alla protezione delle pareti dei vasi sanguigni offerte dalle statine, meccanismi che aiutano anche a prevenire danni cerebrali di tipo vascolare.
Le linee guida suggeriscono la prescrizione di statine a molti adulti tra i 40 e i 75 anni con diabete, ma il trattamento non viene sempre avviato subito dopo la diagnosi. Gli esperti invitano a considerare con attenzione il momento di inizio della terapia nell’ambito di una gestione complessiva della salute, includendo anche attività fisica, alimentazione equilibrata e relazioni sociali.
Lo studio tuttavia presenta dei limiti, poiché si tratta di una ricerca osservazionale e non di una sperimentazione clinica randomizzata: i dati mostrano una forte associazione, ma non la prova di un nesso causale diretto tra statine e prevenzione della demenza.
