Nuove ricerche mettono in discussione i benefici della cannabis e sottolineano i rischi per la salute mentale, in particolare per gli adolescenti. Secondo il medico analista Marc Siegel, la marijuana moderna, caratterizzata da una potenza di THC tra il 70% e il 90%, è collegata a tassi più elevati di disturbi come PTSD, ansia, depressione, ADHD e disturbo bipolare. L’uso tra gli statunitensi dai 12 anni in su è aumentato del 180% dagli inizi degli anni 2000, sollevando preoccupazioni su dipendenze e altre problematiche sanitarie.
L’ex segretario della Sicurezza interna Chad Wolf ha inviato una lettera al Congresso americano per chiedere un’indagine sul crescente coinvolgimento di soggetti collegati alla Cina e di organizzazioni criminali straniere nella diffusione di prodotti derivati dalla cannabis e di operazioni illegali di marijuana negli Stati Uniti. Wolf evidenzia come il mercato di prodotti ad alto tenore di THC, spesso venduti come caramelle, bevande e vaporizzatori, sia scarsamente regolamentato, privo di adeguate restrizioni di età, etichettature e standard di sicurezza, e rivolto anche ai più giovani.
La Strategia Nazionale di Controllo della Droga della Casa Bianca segnala che il commercio di marijuana negli Stati Uniti è stato preso in mano da organizzazioni criminali transnazionali sofisticate, in particolare con legami verso la Cina. Un esempio citato è l’Oklahoma, dove le forze dell’ordine stimano che gruppi criminali cinesi gestiscano oltre l’80% delle aziende agricole dedicate a cannabis e canapa dello Stato. Queste attività risultano connesse a reati come traffico di esseri umani, riciclaggio di denaro e utilizzo di pesticidi pericolosi e non registrati, con rischi per salute pubblica e ambiente.
Wolf ricorda inoltre i legami della Cina nell’esportazione di fentanyl e altre sostanze sintetiche, sottolineando che il settore dei prodotti a base di THC rappresenta un potenziale nuovo canale per lo sfruttamento di lacune normative a danno della comunità americana. Un intervento legislativo bipartisan ha già chiuso alcune di queste falle, ma sono in corso tentativi di rallentare o annullare tali provvedimenti, con possibili impatti negativi su salute pubblica e sicurezza. Wolf chiede infine al Congresso di approfondire il coinvolgimento cinese nella filiera dei prodotti di THC, indagando aspetti finanziari, produzione chimica, coltivazioni illegali e attività di riciclaggio.
