L’avvocato della famiglia di Tania Terrin ha richiesto l’accesso agli atti relativi all’indagine per ‘codice rosso’ su Dino Keber, accusato di aver ucciso la ex compagna prima di togliersi la vita a Dolo. In alternativa, il legale ha chiesto di poter entrare nell’abitazione della donna, posta sotto sequestro dal 16 agosto, per visionare la documentazione delle denunce e dei referti medici riguardanti le violenze subite da Terrin. Questa documentazione non è mai stata consegnata al legale, che intende accertare il contesto in cui è avvenuto l’omicidio e se vi fossero margini per evitarlo. L’autopsia, condotta venerdì, ha confermato che Terrin è morta per strangolamento e ha rilevato l’assenza di segni di difesa sul corpo; si ipotizza che l’aggressione sia stata improvvisa o che a Terrin fosse stata somministrata una sostanza che ne ha inibito la reazione. Sono in corso accertamenti sui bicchieri trovati in casa. Domani è previsto l’esame sul corpo di Keber per verificare eventuali segni di resistenza della donna. L’avvocato valuta anche una richiesta di risarcimento, a carico degli eredi di Keber o, se necessario, dello Stato. È stata inoltre richiesta l’autorizzazione per celebrare i funerali di Terrin.
La famiglia Terrin chiede accesso a fascicoli su violenze ad altre donne
