Nel 2023 la spesa sanitaria pubblica italiana ha toccato il 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% dell’anno precedente e al di sotto della media Ocse ed europea, entrambe al 7,1%. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, l’Italia si colloca dietro 14 Paesi europei Ocse sia per spesa sul Pil sia per spesa sanitaria pro capite, che nel 2025 si è attestata a 3.952 dollari, con un gap di oltre 900 dollari rispetto alla media Ocse. Dall’indagine emerge che dal 2011 la distanza con gli altri Paesi europei si è ampliata e il gap complessivo sfiora i 36 miliardi di dollari. La riduzione delle risorse pubbliche, secondo Gimbe, ha portato famiglie all’impoverimento, all’indebitamento e persino alla rinuncia a cure e visite, con 5,8 milioni di persone coinvolte nel 2024. Le opposizioni criticano il governo accusandolo di ignorare l’emergenza e di aver ripreso i tagli al finanziamento della sanità pubblica. Per i sindacati dei medici, i dati evidenziano la necessità di rivedere sia la quantità sia le modalità di utilizzo delle risorse. Dal governo arrivano rassicurazioni su un prossimo aumento del Fondo sanitario, con il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato che ricorda gli incrementi degli ultimi tre anni, pari a 18 miliardi complessivi e 6,3 miliardi solo per quest’anno.
La spesa sanitaria scende al 6,2% del Pil, Italia ultima tra i Paesi del G7
