Proseguono le ricerche al largo di Cipro Nord dopo il naufragio del traghetto ‘Filo Jet’, affondato pochi minuti dopo la partenza da Kyrenia/Girne verso Taşucu (Turchia). Sono ancora disperse 20 persone, tra cui due minori di 12 e 6 anni. Il bilancio attuale è di almeno 8 vittime, tutte di nazionalità turca, così come la maggior parte dei dispersi; due sono turchi ciprioti. Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite. Il capitano e tutto l’equipaggio sono stati arrestati con l’accusa di possibili negligenze; gli indagati complessivi sono 16, tra questi anche dipendenti della compagnia Filo Denizcilik e funzionari pubblici, nove dei quali in custodia cautelare. Alcuni dei 239 superstiti hanno affermato che al momento della partenza le condizioni meteo non erano adeguate e che il capitano non si sarebbe fermato nonostante le ripetute richieste. Secondo le autorità, il numero dei passeggeri era comunque nei limiti e il traghetto era progettato per resistere a onde fino a tre metri. La dinamica del naufragio resta al vaglio anche grazie alle testimonianze e alle indagini sulla scatola nera, ora sul fondo del Mediterraneo a oltre 500 metri di profondità. Le operazioni di recupero coinvolgono mezzi specializzati e sommozzatori, con la collaborazione di squadre inviate da Ankara. Continuano a emergere filmati che documentano i momenti drammatici dell’affondamento.
La tragedia del traghetto a Cipro, il capitano si difende
