Il telescopio spaziale Roman della Nasa è stato lanciato con successo da Cape Canaveral tramite un razzo Falcon 9 di SpaceX. La missione del telescopio è indagare su materia ed energia oscura, che costituiscono il 95% dell’universo, scoprire nuove galassie e cercare pianeti potenzialmente abitabili. Roman è il primo telescopio spaziale dedicato a una donna, l’astronoma Nancy Grace Roman, pioniera nello sviluppo dei telescopi spaziali alla Nasa e nota come la ‘mamma di Hubble’. Dopo il lancio, i pannelli solari di Roman si sono regolarmente dispiegati e il telescopio è ora diretto verso il punto di Lagrange 2 (L2), situato a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra. Questo punto è caratterizzato dall’equilibrio tra le forze gravitazionali di Sole, Terra e Luna. Secondo l’amministratore Nasa Jared Isaacman, il telescopio permetterà di aprire nuove prospettive sull’universo. Jackie Townsend, responsabile scientifica del progetto, ha sottolineato che Roman, dotato di uno specchio di grandi dimensioni e una fotocamera da 300 megapixel, sarà capace di individuare migliaia di nuovi pianeti e di raccogliere 2.500 terabyte di dati nei primi cinque anni, una quantità molto superiore a quella raccolta da Hubble in trent’anni. Grazie alla sua tecnologia, Roman potrà esplorare porzioni di universo mille volte più velocemente di Hubble, acquisendo in un solo mese tanti dati quanti Hubble ne avrebbe acquisiti in un secolo. Il telescopio consentirà inoltre di approfondire la conoscenza su pianeti extrasolari, sulla materia e sull’energia oscura, elementi fondamentali per comprendere la struttura e l’espansione dell’universo. I dati raccolti da Roman saranno alla base delle prossime mappe 3D dell’universo utili agli studi su energia e materia oscura.