LE DOMANDE DEL PANTESCO AL SINDACO DI PANTELLERIA CHE MERITANO RISPOSTE

Queste domande non presuppongono le risposte. Individuano le questioni sulle quali IlPantesco ritiene necessario un confronto pubblico basato, per quanto possibile, su dati, obiettivi misurabili, tempi e risultati.

1. AREA MARINA PROTETTA: CHI DECIDE?

Sul progetto di Area Marina Protetta abbiamo ascoltato posizioni apparentemente diverse. Il Presidente del Parco ha presentato il percorso come ormai avviato; Lei ha invece dichiarato di non avere posizioni preconcette, ma di non volere nulla calato dall’alto e di ritenere necessario ascoltare i cittadini.

Come pensa concretamente che la popolazione possa incidere sulla decisione?

Non ritiene che lo strumento più trasparente possa essere un referendum civico consultivo, preceduto da un vero dibattito pubblico nel quale vengano illustrate con pari dignità ragioni favorevoli e contrarie, possibili zonizzazioni, vincoli, opportunità e conseguenze concrete per cittadini e attività economiche?

Anche alla luce della precedente proposta di referendum sul Parco, che non arrivò al voto, non sarebbe stato utile disporre oggi di un’indicazione popolare chiara prima della definizione degli strumenti di pianificazione?

Lei sarebbe oggi favorevole a un referendum consultivo sull’Area Marina Protetta?

2. PIANO DEL PARCO E RAPPORTI CON IL PARCO NAZIONALE

Abbiamo celebrato i dieci anni del Parco Nazionale, ma Pantelleria non dispone ancora del Piano del Parco. Dopo il documento “Verso il Piano del Parco”, la proposta di zonizzazione elaborata dal Comune e gli atti di indirizzo del Consiglio comunale, perché siamo ancora in questa situazione?

Lei oggi è anche Presidente della Comunità del Parco. Quali iniziative concrete ha assunto in questa veste per arrivare finalmente alla definizione del Piano e quali tempi considera realistici?

Pantelleria 2030 ha prodotto incontri, workshop e il Forum del Parco. Come si misura però la rappresentatività di questi percorsi rispetto all’intera comunità, soprattutto quando si devono assumere decisioni controverse destinate a incidere sulla vita e sulle attività dei cittadini?

Qual è oggi il prossimo passaggio concreto verso il Piano del Parco?

3. UNA STAGIONE IRRIPETIBILE DI INVESTIMENTI: QUALE PANTELLERIA STIAMO COSTRUENDO?

Pantelleria sta vivendo una concentrazione eccezionale di investimenti pubblici, anche grazie al PNRR e ad altri programmi di finanziamento. È certamente importante riuscire a intercettare e spendere queste risorse, ma spendere molto non significa necessariamente scegliere sempre le priorità migliori.

Qual è la visione complessiva che lega i tanti interventi in corso? Come dovrebbe essere Pantelleria fra dieci anni grazie alle opere che state realizzando oggi?

Tra i problemi storici rimane, ad esempio, l’attraversamento automobilistico del centro. Perché in questa stagione eccezionale di investimenti non si è affrontata definitivamente la possibilità di creare un collegamento alternativo con la perimetrale che permetta di bypassare il centro abitato?

Il Comune sta contemporaneamente gestendo una quantità straordinaria di progetti, finanziamenti, gare e cantieri. Ritiene che la struttura tecnica e amministrativa disponga di tutte le risorse e competenze necessarie non soltanto per realizzare e rendicontare correttamente le opere, ma anche per valutarne e controllarne qualità architettonica, funzionale e urbana?

4. WATERFRONT: TEMPI, DISAGI E TRASPARENZA

Il Waterfront è probabilmente una delle trasformazioni urbane più importanti realizzate a Pantelleria negli ultimi decenni. L’esecuzione di una parte rilevante dei lavori durante la stagione turistica ha però prodotto notevoli disagi per cittadini e attività economiche.

Era possibile organizzare diversamente il cronoprogramma, anticipando alcune lavorazioni ed evitando di concentrarle durante la stagione?

A che percentuale di avanzamento siamo oggi? Qual è la data prevista per il completamento? Nella stagione turistica 2027 il Waterfront sarà completamente fruibile?

Perché un’opera di questa importanza non viene presentata ai cittadini in maniera immediatamente accessibile attraverso rendering, planimetrie, costi, cronoprogramma e stato di avanzamento facilmente reperibili sul sito del Comune?

5. QUALITÀ URBANA, PENSILINE E RENDERING DEI PROGETTI

IlPantesco ha effettuato un accesso agli atti sui nuovi parcheggi e sulle pensiline realizzate in alcune zone del centro, rilevando criticità che riteniamo sia funzionali sia relative all’impatto urbano e architettonico.

Al di là del giudizio sui singoli interventi, non ritiene opportuno che per tutte le opere destinate a modificare significativamente l’aspetto della città vengano prodotti e pubblicati, prima dell’approvazione definitiva, rendering tridimensionali comprensibili anche ai non tecnici?

Sarebbe disponibile a introdurre sistematicamente questa modalità per i futuri progetti comunali più significativi?

6. PALAZZO VERDE E CASTELLO

Dopo circa sessant’anni è stato demolito il cosiddetto Palazzo Verde a ridosso del Castello, aprendo una prospettiva urbana completamente nuova.

Perché il progetto prevede di ricostruire parte del volume invece di valutare la trasformazione definitiva dell’area in una grande piazza pubblica capace di valorizzare il Castello?

Il progetto è ancora modificabile?

Sarebbe disponibile a presentare pubblicamente ai cittadini, attraverso rendering comparativi, le diverse alternative prima di assumere una decisione irreversibile?

7. VERDE PUBBLICO, OMBRA E PEDONALIZZAZIONE

Pantelleria è un’isola il cui straordinario valore paesaggistico è riconosciuto e tutelato a diversi livelli. Non dovrebbe proprio per questo ambire anche negli spazi urbani a una qualità architettonica e paesaggistica particolarmente elevata?

Molti cittadini chiedono più verde, alberi, ombra e luoghi di sosta per bambini, famiglie e anziani, mentre diversi interventi recenti appaiono caratterizzati da grandi superfici pavimentate e relativamente poco verde.

Esiste o intendete predisporre un vero Piano del verde urbano, con obiettivi misurabili in termini di nuove alberature, superfici ombreggiate e spazi verdi?

Durante l’estate alcune aree del centro potrebbero inoltre essere accessibili alle automobili per rifornimento delle attività, carico e scarico soltanto in determinate fasce orarie e diventare pedonali nel resto della giornata. Qual è il modello di centro che immagina per il futuro: ancora prevalentemente automobilistico o progressivamente più pedonale?

8. INCOMPIUTE E GRANDI STRUTTURE DEGRADATE

Pantelleria convive da molti anni con grandi strutture incompiute, abbandonate o degradate. Alcune sono private, altre pubbliche, e naturalmente gli strumenti a disposizione del Comune sono differenti.

Esiste un censimento comunale di queste strutture e, per ciascuna, una strategia di recupero, acquisizione, messa in sicurezza, riqualificazione o eventuale demolizione?

Prendendo alcuni casi concreti — Hotel Myriam, Punta Fram, la struttura alberghiera di Scauri, il complesso incompiuto sulla strada verso Bue Marino — cosa può fare concretamente il Comune e cosa sta facendo?

9. STRADE, ACQUEDOTTO, FOGNATURE E MANUTENZIONE

Sono in corso importanti interventi sulle infrastrutture, ma molti cittadini hanno la percezione di una manutenzione continuamente emergenziale: si interviene, si scava, si richiude e talvolta poco tempo dopo è necessario intervenire nuovamente.

Esiste una programmazione coordinata dei sottoservizi con il rifacimento definitivo delle strade?

Considerati costi e tempi derivanti dall’insularità, è mai stata studiata seriamente la possibilità di disporre sull’isola di un piccolo impianto per la produzione di conglomerato bituminoso, pubblico o privato, che consenta manutenzioni più tempestive e programmate? Se questa ipotesi è stata esclusa, per quali ragioni tecniche o economiche?

10. TRASPORTI E CONTINUITÀ TERRITORIALE

Questa estate molti residenti hanno sperimentato una difficoltà concreta: voli di continuità territoriale formalmente disponibili ma, nei periodi di punta, spesso difficili da prenotare con sufficiente anticipo. Il Comune è intervenuto chiedendo voli aggiuntivi.

In vista del prossimo assetto del servizio, quali modifiche chiederete: maggiori frequenze, maggiore capacità, regole diverse sulle prenotazioni?

Avete inoltre verificato, attraverso i dati sui no-show, se le attuali condizioni di modifica o rimborso possano contribuire a mantenere occupati posti che successivamente non vengono utilizzati?

Sui collegamenti marittimi Lei stesso ha denunciato criticità. Quale modello chiede Pantelleria alla Regione in termini di navi, tempi di percorrenza, frequenze e tariffe?

Prima ancora delle grandi strategie esistono problemi elementari: è accettabile che nel punto d’imbarco dell’aliscafo, durante estati sempre più calde, non sia garantita ai passeggeri una zona d’attesa adeguatamente ombreggiata e confortevole?

Pantelleria possiede inoltre un aeroporto dalle grandi potenzialità ma scarsamente sviluppato sul fronte dell’aviazione generale e dell’aeroturismo. L’Amministrazione ha mai aperto un confronto con ENAC, gestore aeroportuale, Aeronautica Militare e Ministero della Difesa per verificare la possibilità di sviluppare hangar civili, servizi agli equipaggi ed eventuali forme di condivisione regolata di spazi compatibili con le esigenze militari?

11. SANITÀ DELL’INSULARITÀ

Nel febbraio 2026 è stato avviato un tavolo tecnico per verificare la possibilità di effettuare direttamente a Pantelleria alcune cure oncologiche. A che punto siamo e quali sono i prossimi passaggi concreti?

Vivere su un’isola trasforma una prestazione sanitaria non disponibile localmente in un viaggio, con costi, accompagnatori e spesso pernottamenti.

Quali prestazioni ritiene che un ospedale insulare debba necessariamente garantire indipendentemente dai normali parametri utilizzati sulla terraferma?

Quali garanzie avete chiesto e ottenuto in particolare per emergenze tempo-dipendenti, cardiologia, diagnostica, anestesia, chirurgia e continuità dei servizi essenziali?

12. ACQUA

Possiamo immaginare una Pantelleria futura nella quale ogni contrada disponga di acqua potabile con continuità, senza calendari di distribuzione? Se sì, attraverso quali investimenti e con quale orizzonte temporale?

Qual è la strategia complessiva su dissalazione, reti, riduzione delle perdite, accumuli e costo energetico della produzione e distribuzione dell’acqua?

Quanto costa oggi realmente produrre e portare un metro cubo d’acqua nelle case dei panteschi e quanto potrebbe costare una volta completati gli investimenti in corso?

Come viene dimensionato il sistema rispetto al forte aumento della popolazione e dei consumi durante la stagione estiva?

13. AGRICOLTURA: DA PATRIMONIO DA PROTEGGERE A ECONOMIA DA RILANCIARE

Pantelleria era un’isola eminentemente agricola e la superficie coltivata si è drasticamente ridotta rispetto alla metà del Novecento.

È possibile invertire questa tendenza? Esiste un obiettivo quantitativo di recupero dei terreni agricoli nei prossimi dieci anni?

Iniziative recenti come “Pantelleria Terrazzamenti Colti” e gli interventi a sostegno della viticoltura sono interessanti. Sono però sufficienti a cambiare strutturalmente l’economia agricola o serve un vero Piano agricolo dell’isola?

Accanto alle produzioni identitarie dello Zibibbo e del cappero, Pantelleria importa dalla terraferma una parte molto rilevante di frutta, verdura e prodotti freschi, sostenendo i costi dell’insularità. Perché non sviluppare anche una politica per orti, frutteti, legumi e altre produzioni destinate al consumo locale, con l’obiettivo di ridurre almeno in parte la dipendenza dalle importazioni?

Il nodo fondamentale è l’acqua. Perché non costruire un Piano dell’acqua agricola che integri pozzi dove idrogeologicamente sostenibili, recupero delle acque piovane, sistemi di accumulo, eventuale riutilizzo delle acque depurate e irrigazione ad alta efficienza?

Sappiamo realmente quanta acqua sotterranea sia disponibile sull’isola, dove si trovi, quale sia la sua qualità e quali quantità possano essere estratte sostenibilmente? Sarebbe utile realizzare una carta idrogeologica operativa specificamente finalizzata anche alle esigenze agricole?

Come si può rendere nuovamente l’agricoltura una professione moderna e remunerativa per i giovani, integrando tradizione, agronomia, irrigazione di precisione, sensoristica, trasformazione alimentare, marketing e vendita digitale?

E infine: se gran parte del paesaggio che oggi proteggiamo è stato costruito nei secoli dagli agricoltori, come evitare che vincoli e burocrazia rendano sempre più difficile proprio l’attività che mantiene quel paesaggio?

14. ENERGIA E TRANSIZIONE ECOLOGICA

Pantelleria dispone di un sistema elettrico isolato ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili, mentre sono in corso diversi interventi sulle energie rinnovabili.

Qual è il traguardo quantitativo dell’Amministrazione? Quale percentuale dei consumi elettrici dell’isola vorremmo riuscire a coprire attraverso fonti rinnovabili entro il 2030?

Qual è la posizione dell’Amministrazione sullo sfruttamento della risorsa geotermica, naturalmente qualora gli studi ne confermino sostenibilità ambientale, tecnica ed economica?

Per fotovoltaico, solare termico, microeolico e altre soluzioni energetiche domestiche, non sarebbe utile che Comune, Parco e autorità competenti elaborassero insieme standard chiari relativi a dimensioni, materiali, colori e collocazioni, rendendo semplice e prevedibile per il cittadino sapere cosa può realizzare e attraverso quale iter autorizzativo?

15. CULTURA: QUALE POLITICA CULTURALE PER PANTELLERIA?

Pantelleria possiede un patrimonio storico, archeologico, paesaggistico e identitario straordinario e potrebbe ambire a una proposta culturale di livello nazionale e internazionale. Eppure continua a mancare una programmazione culturale riconoscibile, stabile e costruita su un orizzonte pluriennale.

Qual è, in concreto, la politica culturale dell’Amministrazione? Quale identità culturale vorremmo associare a Pantelleria nei prossimi dieci anni?

Non dovrebbe esistere un progetto capace di portare stabilmente sull’isola iniziative di alto livello — dalla musica classica e contemporanea al teatro, dalla letteratura alle arti visive, dal cinema alla produzione audiovisiva — costruendo rassegne riconoscibili che possano crescere negli anni anziché una successione di eventi episodici?

Esistono esperienze, anche nate dall’iniziativa di soggetti privati, che hanno dimostrato come Pantelleria possa ospitare proposte culturali ambiziose. Quale ruolo dovrebbe avere il Comune nel favorire la crescita delle iniziative migliori e nel trasformarle, quando possibile, in appuntamenti capaci di acquisire nel tempo una reputazione nazionale o internazionale?

C’è poi una questione di utilizzo delle risorse pubbliche. Nel luglio 2026 il Comune ha sostenuto con un contributo di 50.000 euro “Pantelleria Mediterraneo d’Autore”, evento curato da Myrta Merlino e Valentina Fontana e ospitato presso il Distaccamento dell’Aeronautica Militare.

Al di là del valore degli ospiti intervenuti, quali obiettivi erano stati fissati per giustificare un investimento pubblico di questa entità e quali risultati misurabili ha prodotto l’iniziativa in termini di partecipazione, presenze turistiche, ricaduta economica, visibilità nazionale e copertura mediatica?

Più in generale, attraverso quali criteri l’Amministrazione decide che un evento culturale meriti 5.000, 10.000 o 50.000 euro di risorse pubbliche? Esiste una valutazione successiva che consenta ai cittadini di conoscere i risultati ottenuti rispetto alle somme investite?

Non sarebbe opportuno definire una strategia culturale pluriennale, con bandi e criteri pubblici, nella quale una parte delle risorse venga destinata alla costruzione di poche iniziative di alto livello capaci di crescere negli anni, una parte alla produzione culturale locale e una parte alle attività diffuse durante tutto l’anno?

Rimane inoltre il problema delle infrastrutture. Qual è il progetto dell’Amministrazione per il Castello, l’istituendo Museo del Mare, la Mediateca e il cinema di Scauri?

A che punto è il progetto dell’ex Teatro Busetta e quando Pantelleria potrà concretamente disporre del nuovo teatro all’aperto?

E perché un’isola che ambisce a essere una destinazione culturale non dovrebbe dotarsi anche di un vero spazio teatrale, musicale e cinematografico coperto, utilizzabile dodici mesi l’anno?

Infine, perché Pantelleria non dispone ancora di un calendario culturale unico, definito con largo anticipo e promosso professionalmente attraverso Comune, strutture ricettive, operatori turistici e media, permettendo anche a chi programma un viaggio sull’isola di sapere mesi prima quali eventi troverà?

16. AREA ARTIGIANALE, MESTIERI E PICCOLA IMPRESA

Qual è oggi lo stato effettivo della pianificazione e dell’urbanizzazione delle aree destinate alle attività artigianali, commerciali e di piccola industria, in particolare nell’area di Kazen?

Un giovane che domani volesse aprire una falegnameria, un’officina meccanica, una carpenteria o un laboratorio artigianale troverebbe concretamente uno spazio o un lotto disponibile a costi sostenibili?

Quando a Pantelleria scompare un mestiere, il servizio alternativo può trovarsi oltre il mare. Non dovrebbe quindi esistere una politica specifica per evitare la progressiva perdita di competenze artigianali indispensabili all’autosufficienza dell’isola?

Perché non valutare la realizzazione di piccoli capannoni o laboratori modulari con servizi comuni, attraverso formule pubbliche o pubblico-private, da assegnare con criteri trasparenti alle nuove imprese?

17. GIOVANI, SCUOLA, FORMAZIONE, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LAVORO

Pantelleria ha un problema forse ancora più importante dei cantieri: trattenere i propri giovani.

Un ragazzo può crescere sull’isola, ma per molti percorsi formativi deve andarsene. Il problema non è necessariamente partire per studiare, ma non trovare successivamente le condizioni professionali per tornare.

Qual è la strategia dell’Amministrazione per contrastare lo spopolamento giovanile?

Avete un obiettivo misurabile? Quanti giovani tra i 20 e i 35 anni vorremmo che vivessero e lavorassero stabilmente a Pantelleria fra dieci anni?

Formazione universitaria a distanza, lavoro remoto e intelligenza artificiale stanno modificando radicalmente il rapporto tra professione e distanza geografica. Un giovane potrebbe oggi formarsi ad alto livello e lavorare da Pantelleria per un’azienda che si trova a Milano, Londra o in qualunque altra parte del mondo.

Come intende l’Amministrazione trasformare questa rivoluzione tecnologica in un’opportunità concreta contro lo spopolamento?

Perché non creare sull’isola un centro permanente per formazione e lavoro digitale, con connettività di alto livello, coworking, postazioni per didattica a distanza e percorsi su intelligenza artificiale, programmazione, BIM, grafica, audiovisivo, lingue, marketing e gestione d’impresa?

Non dovremmo smettere di pensare che formare i ragazzi di Pantelleria significhi prepararli soltanto ai lavori che già esistono sull’isola e cominciare a formarli anche per professioni che possono essere esercitate da Pantelleria per il resto del mondo?

18. POLITICHE SOCIALI E INVECCHIAMENTO

Sul sociale esistono diversi interventi rivolti a minori, disoccupati e persone con disabilità.

Qual è il modello complessivo dell’Amministrazione? Quanto delle politiche sociali consiste nell’assistenza al bisogno e quanto nell’accompagnare le persone verso autonomia, formazione e lavoro?

Pantelleria deve inoltre confrontarsi con una popolazione che invecchia. Qual è il progetto per consentire a una persona anziana di continuare a vivere nella propria casa e nella propria contrada anche quando perde parte della propria autonomia?

Assistenza domiciliare, telemedicina, trasporto sociale, consegna di farmaci e servizi: esiste una strategia integrata per affrontare quella che sarà una delle maggiori esigenze sociali dell’isola nei prossimi anni?

19. TURISMO, DESTAGIONALIZZAZIONE E LAVORO

Una parte rilevante dell’economia pantesca è concentrata nei mesi estivi. Come può un giovane costruire qui una famiglia e programmare il proprio futuro se una parte significativa delle opportunità di lavoro rimane stagionale?

Pantelleria vuole aumentare semplicemente il numero dei turisti oppure aumentare il valore prodotto da ogni presenza, privilegiando permanenze più lunghe, maggiore spesa locale, mesi di spalla e minore pressione sull’isola nei periodi già saturi? Qual è il modello turistico che vogliamo?

Qual è la strategia dell’Amministrazione per creare economia e occupazione durante dodici mesi l’anno?

Agricoltura e trasformazione agroalimentare, artigianato, cultura, produzioni audiovisive, lavoro digitale, servizi ai proprietari delle seconde case, turismo sportivo e naturalistico, ricerca scientifica, energie rinnovabili: su quali filiere ritiene che Pantelleria possa costruire nuova occupazione stabile?

20. I PROPRIETARI NON RESIDENTI: UNA RISORSA DA ASCOLTARE?

Esiste una comunità importante che partecipa alla vita economica dell’isola ma poco al suo dibattito istituzionale: i proprietari non residenti di seconde case e dammusi.

Molti trascorrono a Pantelleria periodi significativi dell’anno, sostengono spese immobiliari e di manutenzione, utilizzano imprese e professionisti locali, frequentano attività commerciali e ristorazione e possiedono spesso competenze e relazioni professionali potenzialmente utili all’isola.

Pur rimanendo naturalmente le decisioni nelle mani degli organi democraticamente eletti, non ritiene utile creare una forma strutturata e puramente consultiva di ascolto di questa comunità?

Perché non immaginare, per esempio, un forum annuale dei proprietari e frequentatori abituali dell’isola, che possa essere anche uno strumento per mettere a disposizione di Pantelleria competenze, relazioni e capacità di investimento?

21. CASA ED EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Il diritto alla casa è un altro tema che rischia di rimanere ai margini del dibattito pubblico. A Pantelleria il problema riguarda sia le condizioni del patrimonio di edilizia residenziale pubblica sia la possibilità, soprattutto per giovani e famiglie, di trovare un’abitazione stabile a costi sostenibili.

Negli anni scorsi erano state segnalate condizioni critiche di alcuni edifici popolari dell’isola. L’IACP di Trapani ha realizzato diversi interventi, ma la situazione è resa più complessa dal fatto che in alcuni edifici parte degli appartamenti è stata riscattata dagli assegnatari e non appartiene più all’Istituto.

Esiste oggi una ricognizione aggiornata dello stato di conservazione di tutto il patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Pantelleria? Quanti alloggi necessitano ancora di interventi di manutenzione straordinaria o di adeguamento strutturale?

C’è poi un caso concreto. Per la palazzina popolare di via Manzoni n. 89 era stato finanziato un importante intervento di manutenzione straordinaria, adeguamento strutturale ed efficientamento energetico. Il contratto con l’impresa risale al 2023, ma ancora nel giugno 2025 dagli atti risultava che l’impresa si dichiarava disponibile a iniziare i lavori.

A che punto è oggi quell’intervento? I lavori sono iniziati? Qual è il cronoprogramma e quando saranno definitivamente conclusi?

Più in generale, quanti alloggi di edilizia residenziale pubblica esistono oggi a Pantelleria, quanti sono effettivamente abitabili e assegnati, quanti risultano vuoti e quanti necessitano di interventi prima di poter essere assegnati?

Esiste una lista d’attesa per l’assegnazione di un alloggio popolare? Quante famiglie ne fanno parte e quali sono mediamente i tempi di attesa?

Ma il problema della casa non riguarda soltanto l’edilizia popolare. Un giovane che vuole rendersi autonomo, una giovane coppia che vuole restare sull’isola o un lavoratore che decide di trasferirsi stabilmente a Pantelleria riescono oggi a trovare un’abitazione in affitto per dodici mesi a un prezzo compatibile con un reddito normale?

Il Comune conosce le reali dimensioni di questo problema?

Non sarebbe opportuno elaborare una vera politica comunale per la casa che metta insieme recupero del patrimonio pubblico inutilizzato, edilizia sociale, incentivi alla locazione annuale e strumenti capaci di aumentare l’offerta di abitazioni per residenti e lavoratori stabili?