Il governo spagnolo ha chiesto all’Italia di revocare entro il 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il primo agosto, a seguito della crisi migratoria a Ceuta. Madrid ritiene la decisione italiana ingiusta, contraria agli interessi dell’Unione Europea e discriminatoria verso la popolazione spagnola, sostenendo che sia stata presa senza preavviso e con argomentazioni non conformi al Codice Schengen.
L’esecutivo italiano ha risposto che non intende accettare ultimatum dall’estero su questioni di sicurezza nazionale e manterrà la sospensione dell’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna almeno fino al 15 agosto, o comunque finché non saranno esclusi rischi per la sicurezza e di terrorismo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha precisato che si tratta di una misura temporanea permessa dai trattati europei e adottata per precauzione dopo l’allarme segnalato dalla stessa intelligence spagnola per il 15 agosto su Ceuta.
Madrid contesta le motivazioni di Roma e sottolinea che i migranti arrivati irregolarmente a Ceuta non possono accedere liberamente allo spazio Schengen, poiché la città autonoma ha un regime speciale, e la maggior parte è già tornata in Marocco. La Spagna accusa inoltre l’Italia di non rispettare dal 2022 il Regolamento di Dublino, aumentando la pressione migratoria sugli altri Stati membri, sottolineando di aver sempre agito in solidarietà, incluso il trasferimento di migranti da Lampedusa e la riapertura dei porti.
In caso di mancata revoca dei controlli entro la data comunicata, Madrid annuncia misure proporzionali a tutela degli interessi dei cittadini spagnoli. Il governo spagnolo auspica che prevalgano buon senso ed europeismo, invitando a evitare conflitti derivanti da esigenze interne.
Nel frattempo, la situazione a Ceuta resta critica. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha riunito i principali ministri per coordinare la gestione della crisi e garantire il ritorno alla normalità nella città autonoma, con nuove misure di assistenza ai migranti e rafforzamento della sicurezza. È stata chiesta anche la convocazione straordinaria del Congresso per riferire sulla gestione dell’emergenza.
La Procura generale spagnola ha ordinato alle Procure minorili di intervenire in caso di rifiuto delle comunità autonome ad accogliere i minori non accompagnati trasferiti da Ceuta, applicando le nuove linee guida per la protezione e accoglienza. Al momento sono 1.342 i minori registrati nel sistema di accoglienza della città autonoma, secondo la ministra della Gioventù e dell’Infanzia.
