Medicare, il programma sanitario statunitense per gli over 65, compie 61 anni. All’epoca della sua creazione nel 1965, solo metà degli anziani americani disponeva di assicurazione ospedaliera e circa un terzo viveva in povertà. Oggi la copertura tra gli anziani è praticamente universale, con 69 milioni di persone che dipendono dal programma. Tuttavia, Medicare si trova ora davanti a due grandi criticità. Il fondo che finanzia la parte A, ossia l’assicurazione ospedaliera sostenuta tramite il payroll tax, rischia di esaurirsi: secondo i fiduciari, ciò avverrà intorno al secondo trimestre del 2033, mentre il Congressional Budget Office prevede una scadenza nel 2040. Alla fine dei fondi, le entrate da tasse sulle buste paga coprirebbero solo l’89% dei benefici previsti, obbligando a tagliare subito dell’11% i rimborsi agli ospedali, con particolare impatto sulle strutture già in difficoltà, come quelle rurali. I possibili rimedi includono l’innalzamento dell’aliquota del payroll tax dal 2.9% al 3.46%, la riduzione immediata dei rimborsi del 12%, o una combinazione dei due. Rimandare le decisioni aumenterebbe la difficoltà e i costi delle soluzioni.

Parallelamente, i costi complessivi di Medicare continuano a crescere rapidamente: nel 2022 la spesa ha raggiunto circa 1,2 trilioni di dollari e si stima che salirà a 2,5 trilioni entro il 2035. Rispetto al PIL, questa crescita porterà il peso di Medicare dal 3,9% al 6,5% nei prossimi decenni. Questo incremento è dovuto in parte all’evoluzione demografica — i lavoratori che sostengono ogni beneficiario sono scesi da 4,5 a meno di tre — ma soprattutto all’aumento dei costi per ciascun singolo beneficiario, superiore rispetto alla crescita dell’economia. Si prevede infatti che la crescita dei costi per beneficiario aggiungerà il 41% alla spesa complessiva del programma nel prossimo decennio, rispetto al 20% dovuto all’aumento degli iscritti.

Il sistema di allarme istituito nel 2003 obbliga i responsabili a notificare formalmente al Congresso e al Presidente quando oltre il 45% dei costi di Medicare viene coperto dal gettito fiscale generico invece che da fonti dedicate come tasse e premi. Questa soglia verrà superata già nel 2026 e per legge il Presidente dovrebbe presentare una proposta correttiva al Congresso — cosa avvenuta solo una volta dal 2008, senza che siano mai state approvate riforme. Gli esperti sottolineano che per salvaguardare la continuità di Medicare serve intervenire sia sui ricavi sia sui costi, ad esempio affrontando le modalità di rimborso ai fornitori, i prezzi dei farmaci e la gestione dei piani Medicare Advantage.