La procura di Bologna, guidata da Paolo Guido, ha aperto un procedimento dopo la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta in via Svevo durante un intervento della polizia. La vicenda riguarda quattro operatori dell’ambulanza e due poliziotti del commissariato Bolognina Pontevecchio, iscritti nel registro ‘modello 45 bis’ per omicidio colposo, in attesa di accertamenti. Nessun cittadino presente sulla scena, ripresa anche in un video girato da un residente, risulta al momento coinvolto.

L’intervento è iniziato in seguito a una segnalazione ai poliziotti di un uomo, Fakir, in stato di agitazione. Giunti sul posto, gli agenti hanno richiesto l’aiuto del 118, riferendo una supposta crisi psichiatrica. I soccorritori della Croce Rossa, secondo il loro racconto, sono intervenuti solo quando autorizzati dalle forze dell’ordine. L’istituzione ha dichiarato di essere stata ingiustamente criticata per il proprio operato, sostenendo di aver agito secondo le procedure.

I due poliziotti intervenuti hanno fatto uso dello spray al peperoncino e poi hanno bloccato l’uomo. Dalle prime analisi sul corpo di Fakir sono state rilevate ferite su capo e volto, le cui cause saranno approfondite tramite un’autopsia affidata a un collegio di specialisti. La procura ha acquisito sia il video del residente sia le immagini delle bodycam degli agenti per ricostruire la sequenza dei fatti.

L’avvocata della vittima, Barbara Spinelli, ha descritto Fakir come una persona gentile e responsabile, inserita regolarmente in Italia e preoccupata per la stabilità della propria azienda. Aveva timori legati alle nuove normative sulla migrazione, nonostante fosse in regola con i documenti.

In serata è prevista una manifestazione in piazza Nettuno per chiedere chiarezza sulla vicenda, mentre il sindacato Si Cobas ha proclamato uno sciopero all’Interporto di Bologna.