Alla terza giornata della Mostra internazionale del cinema di Venezia si sono alternati film che affrontano tematiche intense come la fragilità psicologica, il senso di colpa e la violenza. Nella sezione Orizzonti è stato presentato ‘La città dei vivi’ di Edoardo Gabbriellini, adattamento dal romanzo di Nicola Lagioia, che ripercorre il caso di cronaca relativo all’omicidio di Luca Varani, concentrandosi sulla complessità della vittima e sulla sospensione di un percorso di formazione. La produzione è stata segnata da una controversia tra il regista e i fratelli d’Innocenzo, sceneggiatori che hanno ritirato la loro firma dopo modifiche non condivise alla sceneggiatura.
In concorso, Cedric Kahn ha presentato ‘A Place To Heal’, ambientato in un reparto di neuropsichiatria adolescenziale, preferito dall’autore per rappresentare l’intensità delle pulsioni vitali nei giovani confrontati con patologie psichiatriche. Shinya Tsukamoto, invece, ha portato ‘Mr. Nelson, Did You Kill People?’, tratto dalla vera storia di Allen Nelson, veterano afroamericano del Vietnam, segnato per tutta la vita dalla violenza della guerra.
Paul Schrader, fuori concorso, ha proposto ‘The Basics of Philosophy’, incentrato sul dilemma morale di un insegnante di filosofia che si ritrova a fare i conti con un abuso commesso anni prima su un minore, affrontando i temi della colpa e della possibilità di redenzione. Infine, ‘Balcanica’ di Nicola Sorcinelli, proiettato alle Giornate degli Autori, segue il viaggio di Nazar, direttore d’orchestra afghano, e di suo figlio Jalil in fuga dai talebani lungo la rotta balcanica, dove la ricerca di accoglienza si intreccia con violenze e speranze, a sottolineare il valore dell’arte come simbolo di libertà di espressione.
