Gli otto principali Paesi produttori di petrolio hanno stabilito di aumentare le quote di produzione complessive di 206.000 barili al giorno a partire da maggio, secondo fonti vicine all’Opec+ e riportate da Bloomberg e Interfax. Tuttavia, la reale applicazione della decisione appare incerta a causa dello stop alle esportazioni di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq, conseguenza della guerra in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz. Questi Paesi rappresentano infatti i principali attori in grado di incrementare significativamente l’output. L’Opec+, in una dichiarazione ministeriale diffusa dopo una videoconferenza, ha sottolineato come qualsiasi minaccia alla sicurezza delle forniture energetiche, inclusi attacchi alle infrastrutture e interruzioni delle rotte marittime, aumenti la volatilità del mercato e indebolisca gli sforzi di stabilizzazione. È stato rimarcato che la protezione delle rotte marittime internazionali è fondamentale per assicurare un flusso energetico regolare. Gli esportatori hanno inoltre espresso preoccupazione per i danni subiti dalle infrastrutture energetiche, specificando che il loro ripristino richiede tempo e comporta costi elevati, con effetti negativi sulla disponibilità dell’offerta. Sono stati lodati i Paesi che hanno utilizzato rotte alternative di esportazione per garantire la continuità delle forniture e ridurre la volatilità del mercato. Il comitato Opec+ continuerà a monitorare l’andamento del settore e potrà convocare riunioni straordinarie se necessario. Il prossimo incontro ministeriale è programmato per il 7 giugno.
Opec+: ‘Gli attacchi alle infrastrutture energetiche aumentano la volatilità del mercato’
