PANTELLERIA, LE DOMANDE CHE MERITANO UNA RISPOSTA / 1
D’Ancona su Parco e Area Marina Protetta: Prima completiamo il percorso del Parco – Parlarne oggi è una follia. Il Sindaco: Se le proposte del Comune sul Piano non verranno attenzionate e discusse «ne trarrò le conseguenze».
IlPantesco apre un confronto sui grandi temi dell’isola e pubblica il dossier completo delle domande che intende sottoporre all’Amministrazione
di Aurelio Mustacciuoli
Quale Pantelleria stiamo costruendo? E quale isola vogliamo lasciare fra dieci o vent’anni?
È da queste due domande che IlPantesco ha deciso di partire per aprire un confronto con il Sindaco e con l’Amministrazione comunale sui principali problemi dell’isola.
Abbiamo preparato un dossier ampio. Area Marina Protetta e Piano del Parco, lavori pubblici e Waterfront, qualità urbana, verde e pedonalizzazione, trasporti, sanità, acqua, agricoltura, energia, cultura, attività artigianali, giovani e formazione, politiche sociali, turismo, destagionalizzazione e sviluppo economico.
Sono molti temi. Troppi per essere affrontati seriamente in una sola intervista.
Abbiamo quindi scelto un metodo diverso.
IlPantesco pubblica, alla seguente pagina, l’intero documento con “Le domande che meritano una risposta”.
Non si tratta della scaletta di una singola intervista e neppure di un questionario al quale pretendiamo venga risposto tutto e subito. È il perimetro delle questioni che questo giornale ritiene di interesse pubblico e sulle quali intende progressivamente chiedere risposte all’Amministrazione.
Il Sindaco Fabrizio D’Ancona si è reso disponibile a proseguire il confronto.
Lo faremo quindi per capitoli, dedicando a ciascun argomento il tempo necessario e riportando le risposte del Sindaco nella maniera più fedele possibile.
Alcune questioni sono state soltanto accennate durante questa prima conversazione e saranno approfondite successivamente. Altre non sono state ancora affrontate.
Cominciamo da quella che nelle ultime settimane è tornata prepotentemente al centro del dibattito: Area Marina Protetta, Piano del Parco e rapporti tra Comune e Parco Nazionale.
«Prima il Parco, poi eventualmente valutare l’Area Marina Protetta»
IlPantesco – Il Presidente Cucci ha rilanciato il tema dell’Area Marina Protetta, mentre Lei ha dichiarato che non vuole nulla calato dall’alto e che i cittadini devono essere ascoltati. Ci troviamo però in una situazione particolare: abbiamo celebrato i dieci anni dall’istituzione del Parco Nazionale e ancora non abbiamo un Piano del Parco approvato. Non è prematuro parlare oggi di Area Marina Protetta?
Fabrizio D’Ancona – Assolutamente sì.
Abbiamo un Parco istituito da oltre dieci anni, del quale abbiamo appena festeggiato il decennale, che ancora non dispone di alcuni strumenti fondamentali già previsti alla data della sua istituzione.
Non abbiamo ancora il Piano del Parco e ritengo quindi paradossale ipotizzare che chi oggi non ha ancora una struttura di governance adeguata per gestire pienamente il Parco possa addirittura ambire alla gestione di un’Area Marina Protetta.
Dal mio punto di vista, parlare oggi di Area Marina Protetta in queste condizioni è una follia.
IlPantesco – Quindi non esclude in assoluto che in futuro se ne possa discutere, ma ritiene che prima debba essere completata la struttura del Parco, approvato il Piano e verificati concretamente i risultati della sua gestione?
D’Ancona – Se l’ipotesi di un’Area Marina Protetta fosse arrivata da un soggetto terzo rispetto al Parco, si sarebbe potuto anche accettare di iniziare già oggi un’attività di confronto e di animazione sul territorio, pur continuando a ritenere che non sia questa la priorità dell’isola.
Il problema è che la proposta parte proprio dal Parco, che a mio giudizio presenta ancora ritardi strutturali su questioni fondamentali.
Dall’incontro di Scauri nel quale il presidente Cucci ha rilanciato questa ipotesi sono stato tempestato di telefonate da parte di molti concittadini che hanno manifestato una forte preoccupazione.
Un’Area Marina Protetta è una scelta importante per un territorio e deve essere valutata come tale. Molti cittadini non soltanto non la percepiscono oggi come una priorità, ma temono che possa rappresentare un ulteriore sistema di vincoli destinato a gravare sulle loro attività.
Prima dobbiamo fare in modo che il Parco si strutturi adeguatamente e che lo faccia attraverso la condivisione.
Il Piano del Parco deve essere condiviso con la popolazione, con i tecnici, con il mondo agricolo e, più in generale, con il territorio.
Il Piano del Parco e il ruolo di D’Ancona
Il nodo diventa quindi inevitabilmente il Piano del Parco.
Nel marzo 2026 la Comunità del Parco ha approvato il proprio regolamento e avviato la definizione dei criteri generali per il Piano. Nel maggio successivo D’Ancona è stato eletto Presidente della Comunità del Parco.
È quindi al Sindaco, questa volta nella sua seconda veste istituzionale, che abbiamo posto la domanda.
IlPantesco – Sono trascorsi dieci anni. Il Comune ha formulato attraverso i propri tecnici una proposta di zonizzazione e il Consiglio comunale ha assunto specifici atti di indirizzo. Lei oggi è anche Presidente della Comunità del Parco. Cosa intende fare se questa situazione non dovesse finalmente sbloccarsi?
D’Ancona – Il mio ruolo come Presidente della Comunità del Parco ha per me una funzione molto precisa: mettere insieme le esigenze del territorio con il percorso di costruzione del Piano del Parco.
La nostra Amministrazione è stata eletta dai cittadini e ha quindi il compito di rappresentare le esigenze della comunità.
Da parte nostra abbiamo formulato una proposta attraverso i tecnici del Comune e l’abbiamo presentata in Consiglio comunale. Il Consiglio ha adottato specifici atti su questo argomento.
Alla data odierna non abbiamo però ricevuto risposte e non abbiamo neppure la certezza che chi sta lavorando al Piano del Parco abbia preso effettivamente in esame queste indicazioni.
Al prossimo incontro porrò quindi nuovamente la questione all’attenzione di tutti.
Naturalmente dovrà essere concesso un tempo ragionevole affinché le proposte possano essere approfondite e valutate. Ma se, trascorso quel tempo, non dovessero arrivare risposte, ne trarrò le conseguenze.
Se il mio ruolo nella Comunità del Parco non dovesse consentirmi di rappresentare concretamente le istanze del territorio, quel ruolo per me verrebbe meno.
In quel caso continuerò a fare il Sindaco di Pantelleria, ma non il Presidente della Comunità del Parco.
Ma come dovranno essere ascoltati i cittadini?
Rimane una questione fondamentale sulla quale IlPantesco intende tornare.
Se, una volta definito il Piano del Parco e verificata concretamente la capacità del Parco di gestire i propri strumenti, dovesse tornare sul tavolo l’ipotesi dell’Area Marina Protetta, come dovrà essere accertata la volontà della popolazione pantesca?
La posizione editoriale de IlPantesco è chiara.
Una scelta di questa portata dovrebbe essere preceduta da una fase di informazione ampia ed equilibrata, nella quale vengano illustrate con pari possibilità di espressione le ragioni favorevoli e quelle contrarie, le diverse ipotesi di zonizzazione, i vincoli, i benefici attesi e le possibili conseguenze sulle attività economiche e sulla vita quotidiana.
Conclusa questa fase, riteniamo che debba essere individuata una forma di consultazione diretta della popolazione, valutando anche, nei limiti consentiti dall’ordinamento, lo strumento di un referendum civico consultivo.
Dell’argomento abbiamo parlato con il Sindaco anche al termine dell’intervista registrata.
D’Ancona ha manifestato soprattutto una preoccupazione: che un eventuale percorso referendario, se preceduto da un processo informativo orientato, possa finire per accompagnare i cittadini verso un risultato già sostanzialmente determinato.
Ha quindi proposto di partire proprio dall’informazione e dal confronto pubblico tra le diverse posizioni.
È una proposta che IlPantesco raccoglie.
Metteremo a disposizione le nostre pagine per un confronto documentato sull’Area Marina Protetta, dando spazio sia alle ragioni di chi considera la sua istituzione un’opportunità per Pantelleria, sia a quelle di chi la ritiene non necessaria o potenzialmente dannosa.
Le opinioni dovranno confrontarsi, per quanto possibile, partendo da dati, norme e conseguenze concrete.
Rimane però aperta la domanda successiva, che porremo nuovamente al Sindaco quando il tema diventerà eventualmente attuale:
una volta informati i cittadini e confrontate pubblicamente le diverse posizioni, attraverso quale strumento dovrà essere accertata la volontà della comunità pantesca?
Il confronto continua
Parco e Area Marina Protetta sono soltanto il primo capitolo.
Durante questa prima conversazione abbiamo toccato anche altri argomenti, ricevendo alcune prime risposte. Abbiamo però scelto di non trasformare brevi scambi in risposte definitive su questioni che meritano invece di essere approfondite.
Torneremo quindi a parlare con il Sindaco di lavori pubblici e Waterfront, qualità urbana e verde, trasporti e continuità territoriale, sanità, acqua, agricoltura, energia, cultura, attività artigianali, giovani, formazione, lavoro, politiche sociali e futuro demografico dell’isola.
Il dossier completo delle questioni che IlPantesco intende affrontare viene pubblicato qui.
In questo modo il percorso sarà trasparente fin dall’inizio: i lettori potranno conoscere le domande e, progressivamente, le risposte.
Non vogliamo costruire un processo all’Amministrazione e neppure una sequenza di comunicati.
Vogliamo provare a fare qualcosa di più semplice e, forse, più utile: porre domande precise sui problemi di Pantelleria, verificare ciò che è stato fatto, capire ciò che si intende fare e consentire ai cittadini di formarsi autonomamente un giudizio.
La prossima domanda è già pronta.
