Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del carburante self service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto oggi 2,017 euro al litro per la benzina e 2,137 euro per il gasolio. In autostrada, la benzina self costa in media 2,092 euro al litro, e il gasolio 2,208 euro.

Nel pomeriggio è prevista una riunione del Consiglio dei ministri che, secondo fonti di Palazzo Chigi, dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure contro il caro carburanti, come il taglio delle accise. Il dibattito si concentra anche sulla proposta di una tassa europea sugli extraprofitti delle grandi compagnie petrolifere, tema su cui il vicepremier Antonio Tajani si è dichiarato contrario, preferendo il dialogo con il settore industriale.

Matteo Salvini, leader della Lega, ha affermato che lo sconto sul diesel sarà prorogato “fino a settembre” e che si studiano soluzioni più durature, ma servono risorse economiche.

Secondo una stima di Confesercenti, quest’estate il costo dei rifornimenti è aumentato di circa 1,8 miliardi di euro rispetto a luglio e agosto dell’anno precedente. La spesa è cresciuta del 21% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo scorso anno la benzina costava in media 1,70 euro al litro e il gasolio 1,63 euro, mentre ad agosto 2026 i prezzi medi sono saliti a circa 2 euro per la benzina e oltre 2 per il gasolio. Un pieno da 50 litri comporta quindi una spesa maggiore di circa 14 euro per i veicoli a benzina e oltre 20 euro per quelli a gasolio rispetto all’anno scorso.

Confesercenti sottolinea che il taglio delle accise nei mesi di luglio e agosto ha permesso un risparmio di circa 300 milioni di euro, beneficio concentrato prevalentemente sul diesel, mentre la benzina non è rientrata nel provvedimento. L’associazione considera la proroga dello sconto sulle accise utile, poiché in assenza di nuove risorse i rincari ricadrebbero interamente sugli automobilisti a settembre, periodo in cui è previsto un flusso importante di turisti.

Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, ritiene necessari interventi strutturali e di lunga durata sulla fiscalità di carburanti ed energia, per evitare ulteriori rincari e pressioni inflazionistiche che potrebbero colpire famiglie, imprese e l’economia in generale.