A seguito della forte scossa di terremoto nei Campi Flegrei, con magnitudo 4.7, aumentano gli sfollati a Pozzuoli, che ora superano le 700 persone. Diverse aree della città sono senza acqua dalla sera di venerdì e la tensione tra i cittadini cresce. In mattinata circa un migliaio di manifestanti, tra cui molte famiglie e attivisti, hanno bloccato per un’ora il porto, chiedendo interventi urgenti per affrontare i disagi e un incontro con il ministro Matteo Piantedosi. Quest’ultimo ha acconsentito a incontrare una delegazione domani in prefettura, portando alla ripresa dei collegamenti marittimi con Ischia e Procida.

La situazione rimane complessa: i danni crescono man mano che i vigili del fuoco controllano gli edifici, con le verifiche previste entro la fine della settimana. Attualmente risultano inagibili 57 edifici e sono state evacuate 395 abitazioni. Gli sfollati sono distribuiti tra una sistemazione autonoma (568 persone) e altre soluzioni. Sono state chiuse 13 scuole, tre delle quali richiederanno interventi significativi, mentre 14 edifici di culto non sono accessibili.

Il governo ha stanziato 100 milioni di euro per i primi interventi dopo il sisma. Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha dichiarato che la somma è destinata a consentire agli enti locali di agire rapidamente, anche se la stima dei danni non è ancora definitiva e saranno necessarie ulteriori settimane di verifica. Secondo dati ufficiali, proseguono anche gli interventi per ripristinare l’erogazione idrica e sono stati potenziati i servizi di autobotte dei vigili del fuoco e della protezione civile regionale.

I sindacati chiedono misure straordinarie, come la sospensione delle imposte e delle rate dei mutui per le aree più colpite, oltre a un fondo speciale per mettere in sicurezza gli edifici. Il ministro Musumeci ha garantito che gli stanziamenti già previsti, oltre 550 milioni di euro per interventi infrastrutturali, saranno integrati secondo le necessità emerse dalle verifiche in corso.