Per le elezioni di medio termine del 2026 negli Stati Uniti, sia i Repubblicani che i Democratici stanno utilizzando strategie sempre più avanzate e contestate. I partiti adottano tattiche come l’influenza sulle primarie avversarie, l’uso di finanziamenti poco trasparenti attraverso comitati politici con nomi ingannevoli e la gestione delle scadenze elettorali in modo da favorire candidati scelti.

In Alaska, la presenza di due candidati al Senato con lo stesso nome, Dan Sullivan, di cui uno insegnante e l’altro senatore uscente, ha suscitato polemiche. I Repubblicani sostengono che sia una manovra dei Democratici per confondere gli elettori a vantaggio della candidata democratica Mary Peltola. Il sistema elettorale locale consente ai primi quattro candidati di accedere alle elezioni generali con voto a scelta multipla, aumentando l’incertezza. Sono in corso indagini su uno dei Dan Sullivan, accusato di voler deliberatamente disinformare gli elettori.

In Texas, il Comitato Nazionale Senatoriale Repubblicano avrebbe favorito l’ingresso di Jasmine Crockett nella primaria democratica tramite la diffusione di sondaggi che la posizionavano bene, incoraggiandola a candidarsi. Dopo la sua entrata, altri gruppi legati ai Repubblicani hanno diffuso messaggi, ufficialmente critici, che però avrebbero aumentato la sua popolarità tra gli elettori di sinistra. Nonostante la sconfitta di Crockett, permangono tensioni tra i gruppi democratici locali.

Sul fronte dei finanziamenti, una rete di donatori democratici e gruppi d’influenza ha speso oltre 10 milioni di dollari per sostenere cinque candidati indipendenti in stati tradizionalmente repubblicani. I detrattori vedono in questa operazione un tentativo di far arrivare in Congresso candidati vicini ai Democratici, malgrado la loro etichetta indipendente. In alcuni stati, i candidati ufficiali Democratici si sono ritirati lasciando campo agli indipendenti, consolidando i sospetti di strategia organizzata.

Anche tra i Repubblicani emergono azioni simili: il super PAC Conservative Americans PAC, finanziato da ambienti conservatori, ha sostenuto con nomi fittizi alcune campagne nelle primarie democratiche, cercando di favorire candidati ritenuti più deboli per il ballottaggio. La manovra è stata possibile grazie alla creazione tardiva di questi comitati, ritardando la trasparenza sui finanziatori fino al termine delle primarie.

Un ulteriore caso riguarda la diffusione di sondaggi falsi, prodotti da una società chiamata Median Strategies, che hanno influito sulla percezione mediatica delle competizioni a Los Angeles, Wisconsin e Nevada prima di essere smascherati e ritirati.

Infine, alcuni membri del Congresso hanno sfruttato le scadenze per le candidature: in Montana, il senatore repubblicano Steve Daines ha annunciato il ritiro pochi minuti prima della chiusura delle iscrizioni, permettendo al suo successore designato, Kurt Alme, di candidarsi senza altri rivali importanti. Dinamiche simili sono avvenute anche a Chicago, permettendo ai candidati preferiti di avere un percorso agevolato.