Il Dipartimento dell’Istruzione statunitense, guidato dalla Segretaria Linda McMahon, ha avviato una politica volta a trasferire il controllo dell’istruzione dal governo federale agli stati e alle famiglie. Questa decisione nasce dal fatto che, nonostante siano stati investiti 3 trilioni di dollari di fondi pubblici, solo 3 studenti su 10 risultano competenti in matematica e lettura nei test nazionali. McMahon, insieme al presidente Donald Trump, ha incontrato famiglie alla Casa Bianca per promuovere questa strategia, dichiarando l’obiettivo di ridare ruolo centrale ai genitori e alle autorità locali nella gestione dell’istruzione.
Per diffondere il messaggio, McMahon e altri funzionari hanno partecipato a programmi radiofonici locali nelle ultime settimane e stanno portando avanti un tour in tutti i 50 stati, incontrando direttamente le famiglie e ribadendo l’importanza del coinvolgimento genitoriale.
Durante un evento alla Casa Bianca, Trump ha sottolineato che le attuali performance scolastiche sono insoddisfacenti nonostante i fondi erogati, sostenendo la necessità di offrire alle famiglie maggiori opzioni educative e di eliminare quella che ha definito “estremismo di sinistra” dalle aule. In tale contesto, è stato annunciato il prossimo avvio del “Education Freedom Tax Credit”, un credito d’imposta fino a 1.700 dollari per chi dona a organizzazioni di borse di studio riconosciute, attivo dal 1° gennaio 2027.
Parallelamente, l’amministrazione ha firmato un accordo per trasferire alcune funzioni del Dipartimento dell’Istruzione, come la gestione dei prestiti studenteschi in default, al Dipartimento del Tesoro, nell’ambito di un piano più ampio di ridimensionamento e possibile eliminazione del Dipartimento. Questa iniziativa segue altri nove accordi tra agenzie nel corso dell’ultimo anno. McMahon ha precisato che il ruolo dell’agenzia è soprattutto quello di veicolare fondi federali e non di gestire direttamente i programmi curriculari locali.
