VIA CONVENTINO: SIAMO ANCORA IN TEMPO

LE INCHIESTE DE ILPANTESCO

 di Ing. Aurelio Mustacciuoli

Un nuovo parcheggio a cinquanta metri da quello di Via Roma, in un centro che avrebbe bisogno anche di verde pubblico. È una scelta politica legittima, ma discutibile. Adesso emerge anche un problema funzionale: appena tre metri per manovrare davanti agli stalli a 90°. Se per risolverlo si pensa di sacrificare il poco verde previsto dal progetto “ecosostenibile”, chiediamo al Comune di fermarsi. I lavori sono ancora in corso e il progetto può ancora essere migliorato.

Ci sono momenti nei quali un’inchiesta serve a capire che cosa è successo. E ce ne sono altri nei quali può servire a evitare che qualcosa accada.

Questa volta vorremmo essere nel secondo caso.

Dopo avere analizzato il progetto delle pensiline fotovoltaiche di Via Roma e Via Venezia, IlPantesco ha esaminato gli elaborati del nuovo “parcheggio ecosostenibile” di Via Conventino, attualmente in costruzione.

E prima di parlare di misure, corsie, stalli e aiuole occorre fare una domanda più grande.

Era davvero questa la migliore destinazione possibile per quest’area?

Un parcheggio per compensare altri parcheggi

Il Comune una motivazione la fornisce.

Nella relazione generale si spiega che il nuovo Waterfront comporterà importanti modifiche alla viabilità del centro e che Piazza Cavour sarà gestita come spazio a traffico limitato. Da qui, secondo il progetto, la necessità di predisporre nuove aree di parcheggio nelle vicinanze per compensare la sottrazione degli stalli esistenti.

È una motivazione che va riportata correttamente.

Ma non chiude affatto la discussione. La apre.

Nei documenti che abbiamo esaminato non abbiamo trovato, finora, una quantificazione che dica quanti posti verranno effettivamente eliminati, quanti posti rimarranno disponibili nelle aree circostanti e quale deficit residuo renda necessario realizzare proprio qui un nuovo parcheggio.

E soprattutto c’è una questione che non è tecnica.

È politica.

Chi ha stabilito che ogni posto auto sottratto dal nuovo Waterfront debba necessariamente essere ricreato altrove?

Una riqualificazione del centro può anche decidere consapevolmente di ridurre la presenza delle automobili, soprattutto quando contemporaneamente aumenta la qualità degli spazi pedonali.

E, anche ammettendo la necessità di recuperare una parte della sosta perduta, resta un’altra domanda.

Perché farlo proprio qui?

Cinquanta metri

L’area di Via Conventino si trova a circa cinquanta metri dal parcheggio di Via Roma.

In pratica, sui due lati dello stesso isolato.

Con il nuovo intervento, una parte rilevante dell’isolato di Via Roma finirebbe quindi per essere affacciata su aree prevalentemente destinate alla sosta delle automobili.

Il nuovo parcheggio avrà inoltre due ingressi, uno da Via Conventino e uno da Via F. Crispi, e un’uscita su Via Conventino, secondo quanto riportato nella relazione specialistica.

Questo significa attrarre ulteriori movimenti veicolari all’interno di questa porzione del centro.

Non sosteniamo che questa scelta sia tecnicamente illegittima.

Sosteniamo una cosa diversa: è una scelta urbanistica sulla quale è perfettamente legittimo non essere d’accordo.

Perché esisteva anche un’altra possibilità.

Qui poteva nascere un parco

Questa era un’area privata. Per realizzare l’opera è stata prevista l’acquisizione attraverso procedimento espropriativo e la destinazione urbanistica è stata oggetto di variante. La deliberazione conferma espressamente sia il vincolo preordinato all’esproprio sia la dichiarazione di pubblica utilità dell’intervento.

La collettività, dunque, acquisisce uno spazio nel cuore del centro urbano.

Ed è precisamente in quel momento che la politica dovrebbe porsi una domanda:

che cosa manca di più al centro di Pantelleria: un altro parcheggio o un vero spazio verde pubblico?

Noi una risposta ce l’abbiamo.

Avremmo preferito un parco urbano.

Alberi veri. Ombra. Panchine. Terra. Spazi per bambini e anziani. Un luogo nel quale fermarsi invece dell’ennesimo luogo nel quale lasciare un’automobile.

Una piccola infrastruttura verde capace di interrompere la continuità minerale del centro e di compensare, almeno in parte, proprio quella presenza delle automobili che la riqualificazione del Waterfront dovrebbe contribuire a ridurre.

È una posizione editoriale e non pretendiamo di trasformarla in una verità tecnica.

Ma è esattamente questo il compito della politica: scegliere quale città si vuole costruire.

E quella scelta può e deve essere discussa.

Ma il Comune aveva promesso almeno un parcheggio “ecosostenibile”

La scelta politica è stata fatta.

L’area diventerà un parcheggio.

A questo punto esiste però una seconda questione sulla quale, a nostro avviso, non dovrebbe esserci molto da discutere.

Se deve essere un parcheggio, almeno sia davvero quello approvato: un parcheggio ecosostenibile.

Perché non siamo noi ad avere inventato quell’aggettivo.

È scritto nel nome dell’opera e attraversa tutta la documentazione progettuale.

Il progetto prevede pavimentazione drenante in graniglia naturale, specie arboree e arbustive, fasce di rispetto e illuminazione fotovoltaica.

E la relazione va molto oltre.

Definisce la grande aiuola centrale “il cardine della visione progettuale”, attribuendole il compito di integrare spazio urbanizzato e verde naturale, produrre ombreggiamento, mitigare il calore e contribuire alla qualità paesaggistica dell’area.

Belle parole.

Il problema è capire quanto ne rimarrà alla fine dei lavori.

Il verde era già poco

Il computo metrico attribuisce all’aiuola centrale 80 metri quadrati.

Ottanta metri quadrati all’interno di un intervento dell’ordine di mille metri quadrati, mentre circa 900 metri quadrati sono considerati come superficie del parcheggio ai fini della fondazione stradale.

Ci sono anche altre sistemazioni vegetali periferiche, quindi sarebbe scorretto affermare che tutto il verde del progetto rappresenti soltanto l’8%.

Ma è altrettanto evidente che gli 80 metri quadrati dell’aiuola centrale non costituiscono certo una dotazione generosa.

Eppure potrebbero diventare ancora meno.

C’è un problema: tre metri

Guardiamo la planimetria.

Il progetto dispone una lunga serie di stalli a 90 gradi rispetto alla corsia di manovra.

Davanti agli stalli, tra le automobili e l’aiuola centrale, la tavola indica in alcuni tratti una larghezza di appena 3,00 metri.

Qui la questione smette di essere politica e diventa geometrica.

Un’automobile non entra in uno stallo a 90 gradi traslando lateralmente. Deve sterzare, descrivere una traiettoria e riallinearsi.

Con appena tre metri disponibili la funzionalità della soluzione deve quindi essere verificata con attenzione.

Nell’allegato tecnico a questa inchiesta analizzeremo specificamente questo problema, distinguendo la verifica funzionale dall’eventuale questione della conformità normativa.

Ma una cosa possiamo dirla già adesso.

Il verde non può diventare la variabile di aggiustamento di un problema di manovra.

L’aiuola verrà ridotta?

Ci sono giunte indicazioni secondo le quali, proprio in seguito alle difficoltà legate agli spazi di manovra, l’aiuola centrale potrebbe essere stata ridotta rispetto alla configurazione progettuale.

Non disponiamo al momento di documentazione che ci permetta di affermarlo come fatto.

Per questo non lo affermiamo.

Lo chiediamo.

Il Comune dica pubblicamente se gli 80 metri quadrati di aiuola centrale previsti dal progetto saranno integralmente realizzati.

E, se il progetto è stato modificato, renda disponibili la variante e le nuove planimetrie.

Perché se per consentire alle automobili di entrare nei 30 stalli si fosse deciso di ridurre proprio il “cardine della visione progettuale”, ci troveremmo davanti a un paradosso difficile da accettare:

rendere meno ecosostenibile il parcheggio ecosostenibile per riuscire a farlo funzionare come parcheggio.

E compare anche una scala

C’è un altro elemento che vogliamo chiarire.

Nella tavola T03, lungo il margine verso Via Conventino, è rappresentata una sistemazione con vegetazione.

Oggi, osservando il cantiere, in una parte di quella zona è stata invece realizzata una scala pedonale che collega Via Conventino con il livello inferiore del parcheggio.

Non contestiamo affatto l’utilità di un collegamento pedonale.

Ma negli elaborati che abbiamo esaminato vogliamo capire dove quella scala fosse prevista e, se rappresenta una modifica successiva, con quale atto sia stata introdotta.

E soprattutto:

la superficie sottratta al verde verrà recuperata altrove?

Perché un pezzo alla volta — una scala qui, qualche metro necessario alle manovre là — il rischio è che alla fine rimanga il nome “parcheggio ecosostenibile” e scompaia progressivamente ciò che avrebbe dovuto renderlo tale.

Allora togliamo automobili, non alberi

Se ormai non fosse più realisticamente possibile rimettere in discussione la destinazione dell’intera area, esiste ancora una possibilità.

Cambiare le priorità all’interno del progetto.

Se trenta posti non consentono contemporaneamente buone manovre e una quantità significativa di verde, non deve essere il verde a perdere.

Devono diminuire i posti.

E non necessariamente di uno o due.

Una possibilità che meriterebbe di essere studiata sarebbe, per esempio, eliminare l’intera fila degli stalli dal 19 al 30.

Sono dodici posti.

Quello spazio potrebbe essere restituito all’aiuola centrale, trasformandola da sottile elemento spartitraffico in una vera fascia verde, molto più larga e capace di ospitare alberi ombreggianti, non soltanto vegetazione bassa.

La nuova configurazione dovrebbe naturalmente essere ridisegnata e verificata tecnicamente: non sosteniamo che questa sia l’unica soluzione né che possa essere adottata semplicemente cancellando dodici righe da una planimetria.

Stiamo indicando una diversa priorità progettuale.

Prima lo spazio pubblico.

Poi il verde.

Poi il numero massimo di automobili compatibile con entrambi.

Non il contrario.

Non è troppo tardi

Ed è questo il motivo per cui pubblichiamo questa mini-inchiesta mentre il cantiere è ancora aperto.

Non vogliamo tornare tra sei mesi, fotografare un grande piazzale finito e scrivere che sarebbe stato meglio fare diversamente.

Chiediamo di verificarlo adesso.

Prima che vengano completate le pavimentazioni e definite definitivamente le sistemazioni.

Chiediamo all’Amministrazione di rendere pubblica la configurazione che si sta effettivamente realizzando e di chiarire se l’aiuola centrale conserva le dimensioni approvate.

Chiediamo di verificare tecnicamente la manovrabilità degli stalli.

Chiediamo che eventuali problemi funzionali non vengano risolti sottraendo un solo metro quadrato al verde previsto.

Anzi, proponiamo esattamente il contrario.

Se esiste margine per modificare il progetto, aumentiamo significativamente il verde, riduciamo gli stalli e piantiamo alberi capaci di produrre vera ombra.

Il Comune aveva davanti una scelta politica: destinare quest’area a parcheggio oppure farne un nuovo spazio pubblico verde.

Ha scelto il parcheggio.

Possiamo non essere d’accordo.

Ma adesso che il parcheggio è in costruzione c’è almeno una scelta che può ancora essere fatta.

Non trasformare un’occasione mancata per creare un parco nell’ennesimo spazio per automobili con qualche pianta intorno.

Il cantiere è ancora aperto.

Fermiamoci adesso, guardiamo il progetto e decidiamo se vogliamo davvero che finisca così.

ALLEGATO TECNICO

Nota sintetica sul progetto del parcheggio ecosostenibile di Via Conventino

1. Oggetto dell’intervento

Il progetto riguarda la realizzazione di un “parcheggio ecosostenibile nel centro urbano di Pantelleria – Via Conventino”, su un’area interessata da procedura espropriativa e da variante urbanistica. L’intervento approvato ha un importo complessivo di circa 190.411 euro.

La relazione generale motiva la realizzazione del parcheggio con le modifiche alla viabilità conseguenti al nuovo Waterfront e, in particolare, con la prevista gestione di Piazza Cavour come spazio a traffico limitato, ritenendo necessario predisporre nuove aree di sosta in prossimità della piazza per compensare gli stalli sottratti.

Negli elaborati esaminati non è stata tuttavia individuata una quantificazione del numero di posti che verrebbero effettivamente eliminati, né un bilancio complessivo fra capacità di sosta esistente, capacità residua e numero di nuovi stalli necessari.

La scelta di destinare quest’area a parcheggio anziché ad altro spazio pubblico costituisce pertanto anche una scelta urbanistica e politica, distinta dalla correttezza tecnica del progetto.

2. Configurazione prevista

La tavola T03 prevede 30 stalli, prevalentemente disposti a 90° rispetto alla viabilità interna, organizzati intorno a un’aiuola centrale.

La relazione specialistica prevede una circolazione attorno all’aiuola, due accessi, da Via Conventino e Via F. Crispi, e un’uscita su Via Conventino.

La tavola progettuale indica, in corrispondenza di parte degli stalli a 90°, una corsia di manovra di circa 3,00 m.

3. Criticità funzionale

Una corsia di 3,00 m consente il transito di un’autovettura, ma la semplice transitabilità non equivale alla possibilità di effettuare agevolmente la manovra necessaria per entrare e uscire da uno stallo a 90°, soprattutto in presenza di automobili negli stalli adiacenti.

La geometria prevista presenta pertanto una criticità funzionale che meriterebbe una verifica delle traiettorie veicolari.

Una possibile alternativa consiste nella disposizione inclinata degli stalli, che riduce l’angolo necessario alla manovra; tale soluzione potrebbe tuttavia comportare una riduzione del numero complessivo dei posti.

Il presente rilievo riguarda la funzionalità della configurazione e non costituisce, in assenza di una specifica verifica normativa, una dichiarazione di non conformità dell’opera.

4. Il verde previsto dal progetto

La componente ambientale non è presentata negli elaborati come accessoria.

La relazione specialistica definisce infatti l’aiuola centrale “il cardine della visione progettuale”, attribuendole funzioni di integrazione fra spazio urbanizzato e verde, mitigazione del calore, ombreggiamento e miglioramento paesaggistico. Sono inoltre previste altre sistemazioni vegetali periferiche.

Il computo metrico indica 80 m² per l’aiuola centrale e circa 900 m² di superficie del parcheggio ai fini della realizzazione della fondazione stradale.

Gli 80 m² dell’aiuola centrale rappresentano quindi già una quota limitata rispetto alla superficie complessiva dell’intervento, pur non coincidendo con l’intera dotazione vegetale del progetto.

La documentazione prevede inoltre pavimentazione drenante, specie arboree e arbustive, fasce di rispetto e illuminazione alimentata da energia solare.

5. Possibili modifiche in corso d’opera

Sono pervenute indicazioni secondo cui l’aiuola centrale potrebbe essere stata ridimensionata per aumentare lo spazio disponibile alle manovre.

Tale circostanza non risulta, allo stato, documentalmente verificata e deve pertanto essere confermata o smentita dall’Amministrazione.

Qualora la riduzione fosse effettivamente avvenuta, sarebbe opportuno acquisire l’eventuale variante o modifica progettuale e quantificare la superficie verde effettivamente realizzata rispetto agli 80 m² previsti.

È stata inoltre osservata in cantiere la realizzazione di una scala pedonale di collegamento con Via Conventino in una zona nella quale la T03 rappresenta sistemazioni vegetali. Anche in questo caso occorre verificare se l’opera fosse già prevista o sia stata introdotta successivamente e quale eventuale superficie verde abbia interessato.

6. Possibili correttivi

Qualora la configurazione a 30 stalli risultasse incompatibile con adeguati spazi di manovra, appare preferibile ridurre il numero dei posti piuttosto che diminuire ulteriormente le superfici verdi previste.

Una delle ipotesi da sottoporre a verifica progettuale potrebbe essere l’eliminazione dell’intera fila degli stalli 19–30, destinando la superficie recuperata all’ampliamento sostanziale dell’aiuola centrale e alla piantumazione di alberature capaci di produrre effettivo ombreggiamento.

Si tratta di un’ipotesi di modifica da verificare tecnicamente, non di una soluzione progettuale già dimensionata.

7. Conclusione

Dalla documentazione esaminata non emergono elementi sufficienti per contestare in termini generali la legittimità o la realizzabilità del parcheggio.

Emergono invece due questioni distinte.

La prima è urbanistica: la necessità di compensare la riduzione della sosta derivante dal Waterfront viene affermata, ma negli elaborati esaminati non risulta quantificato il fabbisogno effettivo di nuovi posti né risulta sviluppato un confronto con una possibile destinazione dell’area prevalentemente a verde pubblico.

La seconda è progettuale: 30 stalli, molti dei quali a 90°, convivono con una corsia che in alcuni tratti è indicata in appena 3,00 m e con un’aiuola centrale già limitata a 80 m².

Se la soluzione richiedesse una correzione durante l’esecuzione, la componente verde non dovrebbe diventare la variabile da sacrificare per conservare il numero massimo di stalli.

Al contrario, considerato che i lavori sono ancora in corso, appare opportuno verificare se sia possibile ridurre il numero dei posti, migliorare la funzionalità delle manovre e aumentare significativamente le superfici verdi e le alberature ombreggianti.

È questa verifica, prima del completamento dell’opera, che può ancora fare la differenza tra un semplice parcheggio e il “parcheggio ecosostenibile” previsto dal progetto approvato.