Un nuovo studio pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology suggerisce che riportare i livelli di glicemia alla normalità nelle persone con prediabete può dimezzare il rischio di infarto e insufficienza cardiaca in futuro. La ricerca ha coinvolto esperti di diabete ed endocrinologia di Europa, Cina e Stati Uniti, analizzando i dati di uno studio americano durato 20 anni e di uno studio cinese di 30 anni. Ai partecipanti prediabetici sono state raccomandate modifiche dello stile di vita, tra cui dieta, attività fisica e perdita di peso, per abbassare la glicemia. I soggetti che sono riusciti a raggiungere la remissione del prediabete, ossia il ritorno a livelli normali di zucchero nel sangue, hanno visto ridursi del 58% il rischio di morte per malattie cardiache e di ricovero per insufficienza cardiaca. Questi benefici si sono mantenuti per decenni dopo la fine del programma. Secondo il coautore dello studio, il professor Andreas Birkenfeld, il prediabete rappresenta una fase modificabile in cui interventi tempestivi basati sull’evidenza, soprattutto cambiamenti dello stile di vita e, in alcuni casi, farmaci, possono essere molto efficaci nel ridurre il rischio cardiovascolare. Tuttavia, gli autori sottolineano che lo studio si basa su una revisione di dati ottenuti da trial originariamente non progettati per valutare gli esiti cardiovascolari, quindi i risultati suggeriscono associazioni ma non possono confermare un rapporto diretto di causa-effetto. Fattori non misurati legati allo stile di vita o alla salute potrebbero aver influenzato i risultati, così come differenze nella popolazione e la mancanza di randomizzazione sugli esiti cardiaci. Gli esperti consigliano alle persone con prediabete di rivolgersi al proprio medico per valutare il rischio cardiovascolare personale, stabilire obiettivi glicemici e la frequenza dei controlli su glicemia, pressione, colesterolo e altre patologie correlate come la funzione renale o le apnee notturne. Nei casi in cui le sole modifiche allo stile di vita non siano sufficienti o il rischio sia elevato, viene suggerita una valutazione sull’eventuale impiego di farmaci. Secondo i dati dei CDC, negli Stati Uniti oltre 98 milioni di adulti hanno il prediabete, ma l’80% di loro non ne è a conoscenza.