L’aumento dei prezzi dei beni alimentari, della casa e dei servizi essenziali nel 2025 sta spingendo milioni di bambini e adolescenti verso la povertà, secondo un rapporto di Save the Children basato su ricerche in diversi Paesi. L’organizzazione segnala che questa situazione ha conseguenze sulla salute dei minori, sul rischio di abbandono scolastico e sulle prospettive future di lavoro, creando un ciclo di esclusione destinato a durare nel tempo.

Secondo le analisi, bambini e adolescenti sono i più colpiti dall’aumento del costo della vita e dalle politiche sociali insufficienti. Nell’Unione Europea sono a rischio povertà ed esclusione sociale 19,5 milioni di minori, pari al 24,2% degli under 18, una quota superiore rispetto a quella degli adulti (20,2%) nei 27 Paesi dell’UE. Save the Children sottolinea che gli insufficienti investimenti nelle politiche per l’infanzia stanno ampliando le disuguaglianze tra gli Stati membri.

L’Italia è al quintultimo posto tra i Paesi UE per percentuale di minori a rischio povertà o esclusione sociale con un dato stabile al 27,1%, dato peggiore solo di Bulgaria, Spagna, Romania e Grecia. In Italia, il rischio di povertà tra i minori è legato a fattori familiari e migratori: aumenta con il numero di figli, è più elevato nelle famiglie monogenitoriali e raggiunge il 40,5% tra le famiglie straniere, contro l’8% di quelle composte da soli italiani.

In Giappone, una ricerca su circa 7.850 famiglie a basso reddito, rappresentative di circa 14.000 bambini, mostra che oltre il 90% incontra difficoltà nell’acquisto di alimenti essenziali per i figli a causa dell’aumento dei prezzi, mentre circa il 60% ha ridotto o eliminato alcuni alimenti di base. Il dato segue l’inflazione più alta dell’ultimo decennio e segnala un peggioramento della qualità e quantità del cibo a disposizione dei minori.

In Svezia, un bambino su otto, circa 276.000 minori, vive in condizioni di povertà: l’aumento dei prezzi impedisce a molte famiglie di sostenere le spese per cibo, vestiti, materiali scolastici e attività sportive. In Germania, uno su quattro genitori teme di non riuscire più a coprire le spese di base; la difficoltà è più forte nelle famiglie con redditi inferiori ai 3.000 euro mensili, dove il 57% non riesce più a far fronte ai beni essenziali: il fenomeno è aumentato di 21 punti percentuali nei primi nove mesi del 2025. Quasi la metà delle famiglie disagiate non può permettersi vacanze o attività extrascolastiche, e un genitore su cinque nota segni di stress emotivo nei figli legati alle difficoltà economiche.

In Spagna, oltre 2 milioni di minori vivono in abitazioni inadeguate alla sicurezza termica durante i periodi di caldo estremo. Una famiglia su tre con figli non può permettersi una vacanza, costringendo molti bambini a trascorrere l’estate in casa, in un Paese con il più alto tasso di povertà minorile della UE. Save the Children chiede ai governi investimenti urgenti e politiche efficaci, ascoltando direttamente i bambini che vivono in condizioni di disagio.