Secondo il bollettino economico della Banca Centrale Europea, la guerra in Medio Oriente sta influenzando negativamente l’attività economica dell’area euro. I dati segnalano un indebolimento della crescita dalla comparsa del conflitto e un rallentamento del PIL allo 0,1% nel primo trimestre del 2026. La fiducia di consumatori e imprese verso il futuro risulta diminuita, nonostante il tasso di disoccupazione rimanga ai minimi storici. Le prospettive della BCE evidenziano rischi al ribasso, condizionati anche dalla durata della guerra. Le aspettative di inflazione a lungo termine restano stabili, ma quelle a breve termine sono aumentate in modo significativo. L’inflazione di fondo è stabile, mentre ad aprile quella calcolata escludendo alimentari ed energia è scesa al 2,2%. I prodotti energetici hanno registrato invece un aumento del 10,9%. Nel decidere sui tassi d’interesse, la BCE osserva sia la diffusione dell’inflazione sia l’eventuale disancoramento delle aspettative. Inoltre, la Banca d’Italia riporta che a marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è salito a 3.158,8 miliardi di euro, con un incremento di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente.
La Bce: ‘Rischi sulla crescita, dipenderà dalla durata della guerra’
