Merck ha annunciato risultati positivi da uno studio clinico di Fase 3 sul farmaco sperimentale sacituzumab tirumotecan (sac-TMT) per il trattamento del carcinoma endometriale avanzato o recidivante. Nello studio TroFuse-005, che ha coinvolto 776 pazienti la cui malattia era progredita dopo chemio a base di platino e immunoterapia, sac-TMT ha raggiunto gli obiettivi principali di miglioramento della sopravvivenza globale e della sopravvivenza senza progressione rispetto alle terapie standard (doxorubicina o paclitaxel).

Sac-TMT, un anticorpo farmaco-coniugato somministrato ogni due settimane per via endovenosa, è il primo nel suo genere a mostrare un beneficio statisticamente significativo rispetto alla chemioterapia in questo contesto. L’efficacia riscontrata include anche tassi di risposta elevati e un profilo di effetti collaterali simile a quelli già osservati nei precedenti studi sullo stesso farmaco, secondo quanto riferito da Merck.

Sebbene i dettagli sui tassi specifici di sopravvivenza e risposta non siano ancora stati divulgati, i ricercatori sottolineano che i dati verranno presentati in un prossimo meeting medico. La professoressa Domenica Lorusso, responsabile globale dello studio e docente all’Università Humanitas di Milano, evidenzia che tali risultati potrebbero rappresentare una risposta a un bisogno terapeutico ancora non soddisfatto per alcune pazienti con carcinoma endometriale avanzato, una malattia in aumento sia per incidenza che per mortalità a livello mondiale.

Il dottor Brian Slomovitz, co-direttore dell’oncologia ginecologica al Mount Sinai, ha osservato che negli Stati Uniti le morti da carcinoma endometriale hanno superato quelle per tumore ovarico, rendendolo il tumore ginecologico più letale. Nonostante i recenti progressi nell’introduzione dell’immunoterapia come standard di cura, continua ad esserci necessità di nuovi trattamenti efficaci per chi presenta ricadute dopo le terapie attuali. Secondo Slomovitz, se questi dati saranno confermati integralmente, il lungo termine dell’efficacia e il profilo tossicologico definiranno il ruolo di sac-TMT, ma il miglioramento della sopravvivenza è già un risultato significativo per pazienti e famiglie.