La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha presentato al Consiglio nazionale degli studenti universitari alcune proposte di modifica per l’accesso a Medicina, tra cui la riduzione dei programmi d’esame e l’estensione dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli. Bernini ha escluso il ritorno ai test d’ingresso, ma ha espresso disponibilità a rivedere il nuovo sistema, proponendo inoltre un tavolo di confronto permanente. Durante l’incontro, durato oltre tre ore, sono stati affrontati diversi temi: rapporti con atenei e centri di ricerca israeliani, finanziamenti agli atenei, borse di studio e il nuovo corso per allievi dell’accademia di Modena. All’esterno, Unione degli Universitari, Adi e Primavera degli studenti protestavano contro la ministra, definendo il semestre filtro una soluzione inefficace che non affronta la carenza di personale sanitario e chiedendo l’abolizione del numero chiuso e maggiori investimenti. Le prime prove d’esame di Chimica, Biologia e Fisica, svolte a novembre, hanno visto superare solo dal 22-23% degli studenti le prime due materie e dal 10-15% la prova di Fisica con voto pari o superiore a 18. I risultati del secondo appello saranno disponibili il 23 dicembre. Il 12 gennaio sarà pubblicata la graduatoria nazionale: potranno accedere anche gli studenti con due sufficienze, ai quali sarà assegnata una sede dove dovranno recuperare il debito formativo entro il 28 febbraio, data conclusiva del semestre filtro. Bernini ha riconosciuto la difficoltà della prova di Fisica e ha garantito un confronto con le università nel rispetto della loro autonomia. Le opposizioni hanno criticato la ministra, chiedendo un cambiamento radicale e una riforma dell’accesso che coinvolga il Parlamento. Bernini ha ribadito che la riforma è migliorabile e che i suoi principi puntano a inclusività, democrazia e più opportunità per i giovani, con l’obiettivo di formare più medici.