La giunta per il regolamento della Camera non ha raggiunto una decisione sull’accesso dei componenti della giunta per le autorizzazioni alle chat di Andrea Delmastro, fornite dalla procura e custodite in un cd sotto chiave. Il voto si è concluso 7 a 6 a favore della maggioranza, ma l’esponente di Azione Antonio D’Alessio ha abbandonato la riunione prima del voto finale, provocando il rinvio della questione. La vicenda ha suscitato polemiche in Aula, con il Movimento 5 Stelle che ha inscenato una protesta simbolica, portando una piccola cassaforte e mostrando striscioni con le scritte ‘Fuori le chat!’ e ‘Aprite la cassaforte!’.

Il presidente della giunta Devis Dori ha criticato l’affidamento della decisione alla maggioranza, sostenendo che così viene meno la funzione di garanzia dell’organismo. Il M5S ha espresso timori per un precedente ritenuto pericoloso, temendo che la maggioranza possa decidere chi può accedere alla documentazione. Nel centrodestra, Fratelli d’Italia spinge per un voto rapido già questa settimana, mentre altri preferirebbero rinviare a settembre per evitare rischi legati ai numeri risicati prima della pausa estiva e a un possibile voto segreto.

Durante la protesta, il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi ha sollevato il dubbio su cosa sia contenuto nelle chat e ha accusato la maggioranza di voler coprire lo scambio tra Delmastro e Caroccia, quest’ultimo condannato come prestanome della famiglia camorristica Senese. Anche il Partito Democratico, tramite Federico Gianassi, ha attaccato la destra, accusandola di voler tutelare la segretezza delle conversazioni a discapito di un procedimento antimafia. La capogruppo di Avs, Luana Zanella, ha chiesto spiegazioni al presidente della Camera Fontana per lo stop all’accesso al materiale.

Dori ha spiegato di essersi visto negare la possibilità di visionare personalmente il cd dagli uffici della giunta per le autorizzazioni, in quanto la decisione spetta direttamente al presidente Fontana. La Lega, per voce di Laura Cavandoli, ha replicato accusando la polemica di essere pretestuosa e ha difeso il rispetto delle procedure parlamentari. La giunta per le autorizzazioni tornerà a riunirsi per valutare se sia necessaria un’integrazione istruttoria o se si possa procedere subito con il voto in Aula.