Nell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XVI, composta da oltre 200 pagine suddivise in cinque capitoli, viene affrontato il tema della giustizia e della fraternità come obiettivi possibili. Il testo si apre sottolineando la necessità, nell’era dell’intelligenza artificiale, di mantenere la nostra umanità e di evitare nuove forme di disumanizzazione. Papa Leone XVI invita a ‘disarmare l’IA’, sottraendola alla competizione militare, economica e conoscitiva, e condanna la crescita dell’industria bellica, la corsa agli armamenti nucleari e l’emergere di nuovi gruppi armati. Sull’utilizzo di armi basate sull’intelligenza artificiale, il Papa afferma che nessun algoritmo può rendere la guerra moralmente accettabile, poiché la tecnologia rischia di rendere i conflitti più rapidi, impersonali e ridurre le vittime a dati, abbassando così la soglia morale dell’uso della violenza. Viene ribadita la necessità di vincoli etici internazionali perché ogni tecnologia che facilita la violenza a distanza contribuisce a un’ulteriore deriva morale. Papa Leone XVI evidenzia l’importanza del bene comune, che non può essere separato dal rispetto del diritto delle nazioni a esistere e a mantenere la propria identità. Qualsiasi tentativo di sottomettere o eliminare una nazione viene definito gravemente immorale. Il testo denuncia anche nuove forme di schiavitù legate alle tecnologie, ricordando il lavoro nascosto dietro l’economia digitale: milioni di persone, spesso giovani donne, sono impiegate in attività fondamentali ma sottopagate come la moderazione dei contenuti e l’addestramento dei modelli di IA. Si aggiungono condizioni di sfruttamento minorile nell’estrazione di terre rare necessarie ai dispositivi tecnologici. Il Papa richiama inoltre la presenza di reti criminali che sfruttano le tecnologie per la tratta di esseri umani, trasformando le persone in dati e oggetti da spostare nei circuiti digitali globali. Leone XVI sottolinea come la concentrazione delle ricchezze tecnologiche nelle mani di pochi aumenti le disuguaglianze e richiama la responsabilità degli Stati e delle istituzioni a garantire regole e tutele affinché tutti possano partecipare alle scelte che influenzano la vita delle persone. Nell’enciclica sono presenti numerose citazioni: da Tolkien a Platone, da filosofi e teologi come Sant’Agostino, Tommaso d’Aquino, ai più recenti pontefici, così come figure storiche e del cambiamento sociale come Martin Luther King, Nelson Mandela, Santa Teresa di Calcutta e Maria Montessori. Vengono inoltre ricordate figure di martiri e riferimenti a documenti internazionali e della dottrina sociale della Chiesa.