Il comitato europeo dei diritti sociali, organo del Consiglio d’Europa, ha stabilito che l’Italia viola il diritto degli insegnanti di sostegno a ottenere un impiego stabile e adeguatamente formato. Secondo il ricorso presentato dall’Anief nel 2021, il 30% degli insegnanti di sostegno non ha seguito la formazione necessaria per il ruolo e una percentuale elevata è assunta con contratti precari. Il comitato, che ha esaminato la questione fino al 19 marzo 2025, sottolinea come questa precarietà e la mancanza di formazione impediscano anche il diritto degli studenti con disabilità a una istruzione inclusiva. Il governo italiano ammette un alto numero di contratti a tempo determinato tra gli insegnanti di sostegno, spiegando che sono dovuti a difficoltà di previsione delle esigenze scolastiche. Tuttavia, dal 2010/2011 al 2022/2023, il numero degli insegnanti di sostegno è cresciuto del 248%, ma soprattutto grazie a contratti a termine, passati dal 4,19% al 46,18%. Inoltre, mentre il governo ha avviato nuove procedure per ridurre la precarietà, il comitato afferma che è troppo presto per valutarne l’efficacia. Secondo l’Istat, nel febbraio 2024, un insegnante su tre non aveva completato la specializzazione richiesta per svolgere il proprio incarico.
Consiglio d’Europa: ‘L’Italia viola i diritti degli insegnanti di sostegno’
