I primi dettagli sull’indagine relativa al furto di 80 fiale di Fentanyl presso l’Ospedale Israelitico di Roma rivelano che due custodi sono attualmente indagati dalla Procura. Le autorità stanno verificando anche la possibile destinazione del farmaco, escludendo per ora lo spaccio come motivazione principale. L’inchiesta è seguita dai carabinieri del Nas, dal Nucleo investigativo di Roma e dai tecnici del Ministero della Salute, che l’8 luglio hanno svolto un sopralluogo di oltre sei ore nella struttura, confrontandosi con i dirigenti e il personale sui temi della custodia e della gestione dei medicinali.

Al momento non ci sono indicazioni che il Fentanyl sia stato immesso nel mercato degli stupefacenti. Una delle ipotesi al vaglio è l’utilizzo illecito della sostanza in interventi chirurgici effettuati in studi medici privi di autorizzazione. Rimangono da chiarire alcuni aspetti organizzativi, come l’assenza di sistemi di videosorveglianza e la gestione collettiva delle chiavi della cassaforte, oltre alla possibilità di registri dei movimenti non sempre aggiornati.

Il furto, avvenuto senza segni di effrazione tra l’11 e il 23 giugno, è emerso quando il personale della farmacia si è accorto della mancanza delle confezioni. Il caso ha portato a un vertice interministeriale a Palazzo Chigi e spinto il Ministero della Salute a pubblicare una circolare per rafforzare i controlli, prevedendo anche l’avvio di un tavolo tecnico con anestesisti e farmacisti ospedalieri. Si sottolinea l’importanza di adottare procedure standardizzate per il passaggio di consegne tra operatori, al fine di garantire responsabilità tracciabili e sicurezza nella custodia dei farmaci.