Il senatore repubblicano Bill Cassidy, presidente della Commissione Salute, Istruzione, Lavoro e Pensioni del Senato statunitense, ha richiesto chiarimenti a due centri sanitari di Rhode Island riguardo a segnalazioni secondo le quali avrebbero garantito a pazienti sotto i 19 anni blocchi della pubertà, ormoni e indirizzamenti per interventi chirurgici di transizione di genere. Le domande sono rivolte anche all’amministrazione federale che gestisce i finanziamenti e le protezioni legali per questi centri.
Cassidy chiede se fondi pubblici siano stati usati per tali procedure e se il governo sia chiamato a coprire i costi di eventuali cause da parte di ex pazienti. L’indagine si concentra su Thundermist Health Center e Hasbro Children’s Hospital, destinatari di ampie sovvenzioni federali. In particolare, Thundermist ha ricevuto nel 2024 il 66% dei suoi fondi da agenzie governative, e la loro attività è oggetto anche di una causa per presunta malasanità e mancato consenso informato da parte di un ex paziente.
Cassidy sottolinea come, in determinati casi, quando queste strutture usufruiscono di specifiche tutele legali federali (Federal Tort Claims Act), sia il Dipartimento di Giustizia a difendere i fornitori in caso di controversie, sollevando questioni sul livello di responsabilità sia delle strutture sia dello Stato. La domanda centrale è se l’attuale quadro normativo permetta che chi si ritiene danneggiato debba affrontare l’intera forza legale del governo invece dei singoli operatori sanitari.
I documenti visionati mostrano che alcuni centri offrono effettivamente percorsi di cure affermative anche ai minori, purché sia presente il consenso dei genitori. Altri pubblicizzano iniziative per giovani LGBTQ dai 13 ai 24 anni che includono anche la gestione ormonale.
Cassidy ha chiesto inoltre chiarimenti all’amministrazione se ci sono controlli sui destinatari dei fondi, se siano state sospese o revocate sovvenzioni a seguito di queste pratiche e quale sia il reale ammontare di denaro pubblico impiegato in cause legali relative a servizi di transizione di genere. La risposta ufficiale delle autorità competenti è attesa entro la fine di maggio.
