Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, durante la presentazione del suo libro alla Camera, ha dichiarato di non temere i ricorsi sul referendum sulla giustizia, sottolineando che secondo la Costituzione la raccolta firme, l’iniziativa parlamentare o dei consigli regionali sono condizioni alternative e non cumulative. Per Nordio, il ricorso presentato al Tar non avrebbe dunque basi tecniche solide, soprattutto dal momento che il quesito è già stato ammesso dalla Corte di Cassazione.
Il ministro ha invitato a mantenere un confronto giuridico e razionale sul tema del referendum e ha ricordato che ogni riforma può essere oggetto di critiche purché siano fondate su ragioni valide. Nordio ha poi affrontato il tema della responsabilità civile dei magistrati, affermando che la reale soluzione per chi si dimostra impreparato o inadeguato non sia una sanzione economica, ma interventi sulla carriera, fino alla possibile destituzione, soluzione che finora secondo il Guardasigilli non è stata applicata dal Csm.
Commentando alcune accuse rivolte dal mondo della magistratura, Nordio ha definito ‘indegno’ essere accusato di ispirarsi a progetti estranei alla giustizia, ribadendo il rispetto per il dissenso purché espresso civilmente.
Sul piano giuridico, il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione urgente della delibera con cui il Consiglio dei Ministri ha fissato la data del referendum sulla giustizia, richiesta avanzata dal Comitato promotore della raccolta firme. Il presidente della sezione ha invece accolto la domanda per l’abbreviazione dei termini processuali, fissando la discussione collegiale del ricorso per il 27 gennaio.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenendo alla Camera, ha affermato che la riforma della giustizia è voluta da tutti, ma manca l’accordo sulle modalità. La Russa auspica un confronto privo di ideologismi e preconcetti.
