Il Comitato Olimpico Internazionale (IOC) ha aggiornato le proprie politiche escludendo gli uomini biologici dalla partecipazione agli eventi sportivi femminili, a partire dai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Questa decisione, che riporta in vigore i test del sesso, punta a garantire una competizione equa nelle categorie femminili. Numerosi atleti olimpici hanno commentato il provvedimento. La bobbista Kaillie Humphries ha definito la giornata “una grande vittoria per lo sport femminile” poiché l’applicazione dei test garantirà la corretta appartenenza di categoria. Per la nuotatrice Donna de Varona, la scelta è stata basata su ricerche scientifiche e su principi di equità, con il merito di coinvolgere esperti esterni al CIO. La ginnasta Mykayla Skinner l’ha accolta con entusiasmo, definendola “la migliore notizia da tempo”. Katie Uhlaender, atleta di skeleton, ha sottolineato che le atlete chiedevano da anni regole chiare e coerenti, basate sull’integrità della categoria, mentre Tyler Clary, oro nel nuoto, ha parlato di un ritorno al buon senso, affermando che le differenze biologiche sono determinanti. Il pentatleta polacco Maciej Czyzowicz ha ribadito la differenza tra i sessi in termini di forza e velocità, definendo ingiusta la competizione tra uomini biologici e donne, anche dal punto di vista della sicurezza in alcuni sport. L’olimpionica di ciclismo Thompson ha evidenziato il rischio che le donne vengano “cancellate” dallo sport olimpico, suggerendo l’adozione di test non invasivi e una divisione chiara delle categorie. Nancy Hogshead, ex nuotatrice, ha affermato che lo sport è un diritto umano e ha ringraziato il CIO per l’impegno verso inclusione e diversità, sottolineando che ogni atleta deve gareggiare nella propria categoria, compresa quella di sesso. Per Martina Navratilova, nota tennista ed ex olimpionica, la decisione concilia la tutela dei diritti umani delle persone transgender e gender non-conforming con la salvaguardia dei diritti basati sul sesso biologico nello sport. Tuttavia, secondo il ciclista Giddeon Massie, il CIO avrebbe dovuto arrivare prima a questa conclusione, sostenendo che la differenza biologica è fondamentale e va difesa, anche nelle competizioni amatoriali. Infine, la ginnasta Englert Zimmerman ha espresso la propria soddisfazione, spiegando che la correttezza sportiva si fonda sulla chiara distinzione biologica. L’annuncio del CIO rappresenta dunque un punto di svolta nel dibattito sull’inclusione e la tutela delle categorie femminili negli sport olimpici.
Olympians react to the IOC’s policy change to protect women’s sports
