La richiesta di bilancio del Pentagono per il 2027, pari a 1.500 miliardi di dollari, è oggetto di critiche da parte di parlamentari sia democratici sia repubblicani. Il segretario della Difesa, Pete Hegseth, sarà interrogato alla Camera su questa proposta che prevede un aumento del 50% rispetto al 2026 e significativi tagli a spese civili, tra cui la Riduzione di un terzo dei fondi al Dipartimento di Stato e del 50% a quelli dell’Agenzia per la Protezione Ambientale. L’amministrazione Trump giustifica l’incremento con la necessità di contrastare minacce geopolitiche e rafforzare l’industria della difesa, puntando su investimenti come oltre 65 miliardi per l’iniziativa navale ‘Golden Fleet’ e quasi 20 miliardi per il sistema di difesa aerea ‘Golden Dome’, oltre che su nuovi caccia ed armi senza pilota.
Durante le audizioni, Hegseth ha affrontato scontri con i democratici riguardo la campagna militare contro l’Iran, il cui conflitto ha già comportato una spesa di almeno 25 miliardi di dollari solo per le munizioni, secondo il responsabile del bilancio del Pentagono, Jules Hurst. Alcuni report affermano che il costo reale possa essere ancora più alto. Sull’argomento Iran, Hegseth e altri rappresentanti dell’Amministrazione dovranno rispondere anche della strategia adottata, mentre il presidente Trump ha recentemente dichiarato che il cessate il fuoco con Teheran è “a rischio” e lo stretto di Hormuz rimane bloccato.
Il senatore Mark Kelly ha criticato la mancanza di una strategia chiara e di un piano temporale, sostenendo che l’uso eccessivo delle munizioni ha ridotto la sicurezza interna. In seguito alle sue dichiarazioni, Hegseth ha insinuato che Kelly abbia diffuso informazioni riservate, auspicando una revisione legale delle sue parole.
La proposta di bilancio dovrà superare l’ostacolo del Senato, dove i democratici, guidati dal leader della minoranza Chuck Schumer, promettono di impedirne l’approvazione, poiché per il passaggio sono necessari voti bipartisan. Kelly ha definito la manovra “oltraggiosa”, notando che la richiesta è quasi il doppio di quanto veniva stanziato poco più di cinque anni fa – cifra vicina alla spesa militare totale del resto del mondo.
Infine, rispetto alle pressioni registrate nei mesi precedenti per il ritardo nell’invio di aiuti all’Ucraina, il Pentagono ha confermato di aver sbloccato i 400 milioni di dollari approvati dal Congresso nel 2025.
