Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha avviato lo spegnimento degli autovelox non omologati su tutto il territorio nazionale, in seguito all’entrata in vigore di nuove regole che disciplinano requisiti, omologazione e funzionalità di questi dispositivi. La normativa, attesa da 34 anni, stabilisce criteri uniformi in Italia e comporta lo stop immediato di 850 autovelox che dovranno ottenere l’omologazione per essere riattivati; 3.150 dispositivi restano invece in funzione perché già in regola. In dettaglio, sono stati disattivati tra gli altri 12 apparecchi in Abruzzo, 18 in provincia di Bolzano, 7 in Campania, 15 nelle Marche, 144 in Lombardia, 131 in Piemonte, 69 in Toscana, 94 in Emilia Romagna, 47 in Friuli, 84 in Veneto; vengono inoltre segnalati spegnimenti in altre regioni tra cui Molise, Sardegna, Liguria, Umbria, Trento, Calabria, Val d’Aosta e Basilicata. Il ministro Matteo Salvini ha sottolineato il doppio obiettivo delle misure: garantire la sicurezza stradale e assicurare trasparenza, evitando che i controlli diventino motivo di introito per le amministrazioni. Il decreto rafforza la validità giuridica degli accertamenti, rispondendo a numerose sentenze che hanno contestato multe basate su dispositivi privi di completa omologazione e che hanno generato migliaia di ricorsi. Nel 2023 le multe emesse tramite autovelox sono calate dell’8,9% rispetto al 2022, con un introito per i Comuni di 56,5 milioni di euro. Firenze è al primo posto con 19,7 milioni di euro, seguita da Bologna (9,2 milioni), Milano (6,9 milioni), Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni). Si registrano forti riduzioni a Roma (-52%), Bari (-73%) e Trieste (-94,4%).
Riforma degli autovelox, il Mit spegne quelli non in regola
