Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha ribadito la netta opposizione della Spagna alla guerra, dopo le minacce del presidente statunitense Donald Trump di interrompere i rapporti commerciali a causa del rifiuto spagnolo di autorizzare l’uso delle basi militari di Moron e Rota nell’operazione congiunta israelo-statunitense contro l’Iran. Sanchez ha sottolineato la necessità di una soluzione diplomatica e politica ai conflitti in Medio Oriente e ha invitato le potenze coinvolte a cessare immediatamente le ostilità, richiamando l’apprendimento dalla storia per non ripetere gli errori del passato.
Il premier ha ricordato che la guerra in Iraq del 2003 ha prodotto insicurezza, incremento del terrorismo jihadista e un aumento dei prezzi dell’energia, sostenendo che situazioni simili non porteranno né a un ordine più giusto né a miglioramenti delle condizioni di vita. Sanchez ha anche criticato l’uso del “fumo della guerra” per nascondere fallimenti politici e arricchire pochi, dichiarando inaccettabile tale atteggiamento.
Il leader britannico Keir Starmer, in risposta indiretta alle accuse di Trump, ha affermato che il Regno Unito non è coinvolto nelle azioni contro l’Iran, dichiarando di aver appreso la lezione della guerra in Iraq e ribadendo l’impegno a favore della pace e della sicurezza in Medio Oriente.
Infine, il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha espresso sorpresa per la mancanza di solidarietà da parte del cancelliere tedesco Friedrich Merz, sottolineando che la Spagna è stata criticata da Trump per la propria posizione sulle basi militari e sulla spesa militare nella Nato.
