L’intervento televisivo di Giorgia Meloni sul Quirinale ha provocato una forte reazione tra le opposizioni. Elly Schlein ha accusato la premier di essere interessata unicamente al potere, richiamando l’unità del centrosinistra e manifestando contrarietà alla proposta di legge elettorale, su cui Giuseppe Conte conferma la possibilità di ricorso alla Consulta. Secondo le opposizioni, la priorità del governo è modificare la legge elettorale e puntare al Quirinale invece di occuparsi della sanità, ritenuta in gravi condizioni.

La riforma prevede che il premier venga indicato al momento della presentazione delle liste e dei programmi elettorali, circostanza che secondo Schlein rappresenta un “premierato mascherato”. Tra le ipotesi circolate sul possibile futuro presidente della Repubblica si fa anche il nome di Alfredo Mantovano, anche se quest’ultimo ha evitato dichiarazioni in merito. Voci interne sostengono che per Meloni la vera priorità sia garantire per la prima volta al centrodestra l’accesso al Quirinale, ma senza ambizioni personali sulla carica.

All’interno della maggioranza, la legge elettorale resta centrale: si insiste sulla necessità di ottenere dalle urne un risultato chiaro, paragonando la competizione elettorale a una “finale”, dove chi vince ottiene tutto. Tuttavia, permane il rischio che sia proprio il centrodestra a non prevalere. Mentre Conte propone di chiamare il progetto progressista “alleanza per la Costituzione” e annuncia il possibile ricorso alla Corte costituzionale, i tempi del dibattito in Aula potrebbero subire rallentamenti, anche a causa di questioni logistiche legate ai trasporti e di uno sciopero a Firenze. La capigruppo deciderà se rinviare la discussione a metà luglio.

Il centrosinistra sostiene che sia il centrodestra a temere una prova dei numeri in Aula, soprattutto su tematiche come le preferenze, su cui potrebbe esserci il voto segreto. Nel frattempo, Fratelli d’Italia e Noi Moderati stanno cercando una soluzione condivisa su eventuali modifiche tramite emendamenti, ma una proposta concreta non è ancora stata formalizzata.