Donald Trump, tramite Truth Social, ha dichiarato che non firmerà la legge sulla casa approvata dal Congresso, criticando la mancata approvazione al Senato del SAVE America Act. Secondo Trump, il provvedimento è sostenuto dalla quasi totalità dei repubblicani e da numerosi democratici e punta a introdurre l’obbligo di documento fotografico e prova di cittadinanza per votare, allo scopo di ridurre frodi elettorali. La legge, già passata alla Camera a febbraio, non ha superato lo scoglio dei 60 voti necessari in Senato a marzo. Trump invita insistentemente i cittadini a sollecitare i propri rappresentanti affinché la approvino senza indugi.

Contestualmente, l’ex presidente ha accusato esponenti dell’intelligence statunitense di voler insabbiare informazioni sugli sforzi della Cina per influenzare le elezioni americane, facendo leva su email recentemente declassificate che mostrano dissidi interni su come caratterizzare le attività cinesi. Le comunicazioni evidenziano che gli analisti non erano concordi sul collegare esplicitamente tali operazioni alle elezioni, con alcuni che ritenevano scorretto omettere questi collegamenti nei rapporti riservati. Trump sostiene che queste informazioni gli siano state nascoste durante la sua presidenza e ha ordinato indagini per chiarire i motivi della mancata trasparenza.

Il SAVE America Act prevedrebbe la necessità di fornire prova documentale di cittadinanza per registrarsi al voto federale, l’obbligo di mostrare un documento d’identità valido sia per richiedere che per restituire una scheda, e l’impegno continuo degli stati a rimuovere i non cittadini dalle liste elettorali. Trump ha inoltre chiesto la limitazione del voto per corrispondenza ai soli casi di malattia, disabilità, servizio militare o viaggio, anche se la proposta attuale permette il voto assenteista previa identificazione.

Le email rivelate mostrano dissensi tra gli esperti di intelligence riguardo alla valutazione delle attività cinesi: sebbene alcuni suggeriscano che ci sia stata volontà di non collegare le operazioni alle elezioni per ragioni non sostanziali, i documenti non confermano l’esistenza di una cospirazione politica, ma piuttosto una divergenza di analisi sulle intenzioni cinesi. Secondo alcuni, le azioni di Pechino miravano più a influenzare l’opinione pubblica e la politica americana piuttosto che il risultato elettorale specifico. In risposta, Trump ha incaricato le principali agenzie di sicurezza di indagare su eventuali responsabilità all’interno dell’intelligence.