Un recente studio coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli, presentato al Congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), ha evidenziato l’importanza degli stili di vita nella prevenzione delle recidive del tumore al seno ormono-positivo. La ricerca ha coinvolto circa 500 donne tra i 30 e i 74 anni affette da carcinoma mammario (stadi I-III) in sette centri italiani, arruolate entro un anno dalla diagnosi. Le partecipanti sono state assegnate a due gruppi: uno ha seguito consigli standard sulla dieta mediterranea e sull’attività fisica, mentre l’altro ha adottato un regime più rigoroso, basato su una dieta mediterranea a basso indice glicemico, 30 minuti aggiuntivi di camminata veloce quotidiana e integrazione con vitamina D3 per l’intera durata dello studio di 33 mesi.
Le donne che hanno seguito con maggiore costanza il programma intensivo (41% del gruppo) hanno registrato una riduzione del 76% del rischio di recidiva tumorale, una perdita di peso media di 3 kg (pari al 4,2% del peso iniziale) e una diminuzione della prevalenza della sindrome metabolica del 65%. Nel gruppo di controllo la perdita di peso è stata di 1,7 kg (2,4%) e la sindrome metabolica è diminuita del 34%. La possibilità di remissione della sindrome metabolica è risultata 2,5 volte superiore tra chi ha seguito la dieta e l’attività fisica intensificate.
Lo studio conferma che una dieta di scarsa qualità, l’inattività fisica e la carenza di vitamina D sono fattori modificabili legati a esiti meno favorevoli sia oncologici che cardiometabolici nel tumore al seno. Il dibattito scientifico si sta spostando sempre di più sull’importanza degli stili di vita anche in campo oncologico. Infine, i responsabili dello studio sottolineano che lo stile di vita rappresenta una parte integrante e non accessoria della cura dei tumori.
