L’Iran ha aumentato le minacce contro gli Stati Uniti dopo recenti attacchi militari americani. Il comandante iraniano Ali Abdollahi ha promesso una risposta decisa e devastante a qualsiasi ulteriore aggressione, mentre il consigliere della Guida Suprema Mohsen Rezaei ha avvertito di possibili attacchi diretti alle forze statunitensi in caso di nuove offensive. Secondo fonti di sicurezza israeliane, Mujtaba Khamenei, leader iraniano, non si troverebbe nel Paese; comunicazioni recenti sarebbero state affidate ad altri membri delle Guardie rivoluzionarie. L’isola di Qeshm, considerata strategicamente fondamentale per il controllo dello Stretto di Hormuz grazie a una rete di basi missilistiche sotterranee, è stata colpita da missili statunitensi, secondo quanto riportato dalle autorità locali e media iraniani. Nella stessa area, Bandar Abbas avrebbe subito esplosioni, ma mancano conferme ufficiali.
Teheran ha condannato l’attacco a un impianto nucleare civile in costruzione a Darkhovin nella provincia del Khuzestan. L’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha definito l’operazione un ‘attacco terroristico perpetrato dal regime statunitense’. Gli Stati Uniti hanno motivato gli ultimi raid aerei come risposta agli attacchi delle forze iraniane contro obiettivi americani in Giordania e come misura di prevenzione a minacce sulla navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.
Sul fronte diplomatico, il presidente libanese Michel Aoun ha incontrato il senatore Marco Rubio a Washington per discutere di sicurezza regionale e disarmo di Hezbollah, dando inizio a una serie di incontri che prevedono un bilaterale con Donald Trump. Proprio quest’ultimo ha suggerito al Congresso di estendere all’Iran la normativa sulle sanzioni in vigore contro la Russia, includendo i divieti a chi acquista petrolio ed energia dalle due nazioni. In relazione alla decisione dell’Iran di annullare un accordo stipulato precedentemente con gli Stati Uniti a Islamabad, Trump ha dichiarato di non essere interessato alla questione.
