Il sistema sanitario americano è caratterizzato da costi elevati, poca trasparenza nei prezzi e una presenza significativa di intermediari. Questi fattori contribuiscono a fenomeni di frode, sprechi e abusi, che costano centinaia di miliardi di dollari a contribuenti e famiglie. Nonostante esistano norme per garantire trasparenza e controlli, la loro applicazione risulta insufficiente.
Il 18 maggio, l’amministrazione Trump ha annunciato l’espansione di TrumpRX, una piattaforma che permette agli americani di risparmiare sui farmaci, seguendo un modello simile a quelli di Airbnb o Priceline. L’obiettivo ora sarebbe estendere interventi di trasparenza anche a ospedali e compagnie assicurative.
Tre sono le misure pratiche proposte per ridurre i costi, frenare le frodi e ripristinare la fiducia nel sistema:
1. Fornire prezzi chiari ai pazienti prima delle cure, coinvolgendoli nella lotta contro frodi e sprechi. Attualmente, i pazienti scoprono i costi solo dopo il trattamento, senza la possibilità di confrontare prezzi o mettere in discussione voci sospette. Una legge già approvata durante l’amministrazione Trump, l'”Advanced Explanation of Benefits” (AEOB), prevede che i pazienti ricevano un dettaglio dei costi prima della prestazione, ma questa misura non è stata ancora pienamente implementata.
2. Rafforzare i controlli sul programma sanitario federale per i dipendenti pubblici, tra i maggiori acquirenti di servizi sanitari nel Paese. L’Office of Personnel Management ha la facoltà di chiedere dati standardizzati, effettuare audit approfonditi e verificare l’idoneità degli iscritti, con la possibilità di individuare fatturazioni duplicate, spese gonfiate o iscrizioni non più valide, risparmiando miliardi senza ridurre i benefici.
3. Estendere la trasparenza nei piani sanitari offerti dai datori di lavoro. Molti lavoratori sono assicurati tramite i loro impieghi, ma spesso i datori non hanno accesso a dati utili per identificare le frodi o controllare i costi. Si propone quindi di obbligare alla divulgazione dei dati sulle spese sanitarie e sulle commissioni da parte di tutte le entità coinvolte nella gestione dei piani.
Nonostante le regole siano già formalmente in vigore, secondo l’articolo il problema risiederebbe nella scarsa applicazione delle stesse: molte strutture forniscono dati incompleti senza subire conseguenze. Una rigorosa applicazione delle leggi sulla trasparenza è vista come la soluzione più rapida per responsabilizzare pazienti, datori di lavoro e contribuenti, favorendo un sistema sanitario più accessibile ed efficiente.
