L’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sulla vita quotidiana sta trasformando la società, andando ben oltre le discussioni su regolamentazioni e rischi. Esempi concreti mostrano come l’IA sia entrata nella vita di molte persone, offrendo supporto emotivo, assistenza organizzativa e facilitando l’accesso a servizi che prima erano riservati a pochi.
A Enfield, Connecticut, Lonnie DiNello ha utilizzato ChatGPT in un momento di difficoltà emotiva, trovandovi conforto e dando così vita a una sorta di ‘famiglia digitale’. Situazioni simili si verificano in contesti diversi: Jennifer Erickson, del Minnesota, si serve dell’IA per gestire le cure del padre, cieco, riuscendo a coordinare appuntamenti e medicinali in modo efficiente, mentre Ron Hume, 91 anni, usa queste tecnologie per mantenere i contatti con i familiari.
L’accesso agli strumenti IA ha reso possibile per molti svolgere attività una volta riservate a professionisti qualificati, come la scrittura di curriculum o la traduzione di documenti. Una ricerca ha rivelato che circa un terzo degli adulti americani utilizza regolarmente l’IA generativa; un sondaggio su 1000 candidati a nuove posizioni lavorative ha indicato che il 78% di chi si è affidato a ChatGPT ha ottenuto un colloquio e il 59% è stato assunto. Uno studio di Stanford e MIT mostra che i lavoratori meno esperti, grazie all’IA, aumentano la loro produttività del 34%.
Anche le piccole aziende trovano vantaggi: ad Atlanta, Robbie van Zyl guida una startup di sette persone utilizzando l’IA come assistente amministrativo e legale, sostituendo così un team molto più grande. Giovani imprenditori, come quelli incontrati a Nairobi durante lo YORA Summit, considerano l’IA una risorsa per avviare nuove imprese e competere su scala globale utilizzando solo uno smartphone.
Nonostante i frequenti appelli alla cautela da parte di politici e scienziati, come il senatore Sanders o l’informatico Geoffrey Hinton, e la richiesta di regole chiare, diversi leader del settore, tra cui Mark Zuckerberg e Sam Altman di OpenAI, sottolineano l’importanza che l’IA resti uno strumento a disposizione di tutti e compatibile con valori democratici.
Questo processo di democratizzazione della tecnologia, secondo istituti come il Krach Institute for Tech Diplomacy di Purdue, deve essere accompagnato da standard di fiducia e sicurezza, affinché l’innovazione resti accessibile e affidabile. L’attenzione quindi si sposta sempre di più dal timore dell’onnipotenza delle macchine alla valorizzazione delle nuove capacità e opportunità generate per le persone comuni.
