La Biennale di Venezia reagisce alla decisione dell’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura europea di interrompere una sovvenzione da 2 milioni di euro, motivata dal mancato opposizione dell’istituzione alla riapertura del padiglione russo alla Mostra internazionale d’arte. La Fondazione ha annunciato di voler presentare ricorso, sottolineando che la sospensione era attesa da tempo e riguardava esclusivamente attività del Settore Cinema, tra cui il Biennale College e il Venice Production Bridge, estranee alla Biennale Arte e alla partecipazione russa. Secondo la Fondazione, il provvedimento non avrà ripercussioni significative sul bilancio o sulle attività programmate dell’ente, che restano confermate. L’Unione Europea ha giustificato la scelta affermando che gli eventi culturali, finanziati da fondi pubblici, devono promuovere valori democratici e la libertà di espressione, valori che secondo Bruxelles non vengono rispettati dalla Russia. La questione ha generato reazioni politiche: la sottosegretaria al Mic, Lucia Borgonzoni, ha supportato il ricorso annunciato dalla Biennale, mentre l’opposizione ha criticato l’atteggiamento del governo nei confronti della situazione, sottolineando anche la distanza tra le azioni dell’Europa e i principi culturali.