Una ricerca guidata da studiosi della Brown University, pubblicata su The Annals of Internal Medicine, ha analizzato i dati sanitari elettronici e le richieste Medicare di oltre 509.000 adulti statunitensi di età pari o superiore a 66 anni, ricoverati in strutture sanitarie. La ricerca ha rilevato che chi ha ricevuto almeno una dose del vaccino contro l’herpes zoster, noto come Shingrix, ha mostrato una riduzione relativa del rischio di diagnosi di demenza del 24% su un periodo di quattro anni rispetto a chi non è stato vaccinato.
I ricercatori sottolineano che si tratta di un’associazione e non di una prova che il vaccino prevenga o tratti direttamente la demenza. Il neurologo Dr. Ajeet Sodhi ha evidenziato che questo risultato si aggiunge a una serie di studi simili che suggeriscono un legame tra il vaccino contro l’herpes zoster e un rallentamento del declino cognitivo. Sono state proposte alcune spiegazioni per tale associazione, tra cui il ruolo del vaccino nella prevenzione delle complicanze dell’herpes zoster e degli eventi vascolari come l’ictus, che possono contribuire allo sviluppo della demenza vascolare.
Ulteriori studi recenti mostrano che il vaccino contro l’herpes zoster è collegato anche a una riduzione clinicamente significativa dell’incidenza di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, come infarti e ictus. Tuttavia, il vaccino non è attualmente classificato come trattamento per il declino cognitivo: la sua funzione principale rimane la prevenzione dell’herpes zoster e delle sue complicanze neurologiche.
L’herpes zoster è causato dal virus varicella-zoster, lo stesso responsabile della varicella. Dopo aver contratto la varicella, il virus può restare inattivo nei tessuti nervosi e riattivarsi anche dopo decenni, causando eruzioni cutanee dolorose e, in alcuni casi, complicanze come la nevralgia post-erpetica, una condizione che provoca dolore cronico ai nervi.
Il vaccino Shingrix, approvato dalla FDA, è raccomandato per gli adulti dai 50 anni in su, e anche per chi ha dai 19 anni in su se immunocompromesso, al fine di prevenire l’herpes zoster e le sue complicanze. Gli esperti sottolineano inoltre l’importanza di rivolgersi precocemente al medico in caso di dubbi sulla memoria o sulla salute cognitiva, in quanto una diagnosi e un trattamento tempestivi sono più efficaci.
Lo studio è stato finanziato dall’azienda produttrice di Shingrix, GSK, che però non ha avuto alcun ruolo nella progettazione, analisi o pubblicazione della ricerca.
