Nei primi sette mesi del 2026 si è registrato un calo del 37% negli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione Europea, arrivando a circa 61mila casi rilevati. Lo comunica Frontex utilizzando dati preliminari, escludendo gli eventi straordinari di fine luglio a Ceuta, in Spagna.
La rotta maggiormente percorsa resta quella del Mediterraneo orientale, con 20.232 rilevamenti, in diminuzione del 28%. Seguono il Mediterraneo centrale con 16.454 rilevamenti (-55%) e il Mediterraneo occidentale, unica grande rotta in crescita, dove i rilevamenti sono stati 11.217, con un incremento del 37%. Le rotte del Mediterraneo orientale e centrale insieme rappresentano quasi il 60% degli ingressi irregolari segnalati, con la Libia principale Paese di partenza nel Mediterraneo centrale.
Sulla rotta del Mediterraneo occidentale sono stati conteggiati 8.648 attraversamenti via mare contro 7.096 dello stesso periodo dell’anno precedente, e 2.569 via terra fino al 30 giugno, rispetto a 1.079 dell’anno scorso. La diminuzione più rilevante si è registrata sulla rotta dell’Africa occidentale, con 4.682 rilevamenti (-60%). Sui Balcani occidentali gli attraversamenti sono stati 4.910 (-26%) e alla frontiera terrestre orientale 3.209 (-44%). Frontex attribuisce la flessione complessiva alla cooperazione con i Paesi partner e alle misure preventive nei principali Paesi di partenza, che avrebbero contribuito alla riduzione delle partenze.
Separatamente, i tentativi e attraversamenti riusciti della Manica verso il Regno Unito sono diminuiti del 46%, scendendo a 22.469. Questi dati riguardano uscite dall’Ue e non vengono sommati al totale degli ingressi alle frontiere europee. Tutti i dati sono basati su informazioni preliminari e stime disponibili fino al 4 agosto e potranno essere rivisti successivamente.
Frontex: ‘Ingressi irregolari nell’Ue in calo del 37% nei primi 7 mesi’
