Il presidente Trump ha firmato la legge che regola il bilancio della difesa degli Stati Uniti per il 2026, approvando uno stanziamento di 901 miliardi di dollari, circa 8 miliardi in più rispetto al richiesto dall’amministrazione. Si tratta del più grande pacchetto di spesa militare nella storia del Paese. La legge, conosciuta come National Defense Authorization Act (NDAA), prevede quasi il 4% di aumento salariale per le truppe statunitensi, nuovi fondi per il sostegno militare all’Ucraina (800 milioni di dollari in due anni) e 175 milioni per l’iniziativa a favore della sicurezza dei Paesi baltici, ovvero Lettonia, Lituania ed Estonia.
Fra le misure incluse, il testo limita la possibilità di ridurre il numero di soldati americani presenti in Europa: non sarà possibile scendere sotto la soglia di 76.000 unità per più di 45 giorni senza una certificazione formale del Congresso. Sono previsti vincoli simili anche sulla presenza militare in Corea del Sud, dove sono attualmente stanziati 28.500 soldati americani.
La legge stabilisce inoltre il finanziamento per il sistema di difesa missilistico “Golden Dome” e prevede l’eliminazione di programmi di diversità, equità e inclusione. Alcuni dei provvedimenti contenuti nella NDAA derivano da ordini esecutivi già emanati dal presidente Trump. Il disegno di legge è stato approvato sia dalla Camera che dal Senato con il supporto bipartisan. Secondo i promotori, questa nuova legge rappresenta un investimento generazionale nella sicurezza nazionale e mira a mantenere la forza e la deterrenza degli Stati Uniti, come previsto dall’agenda “pace attraverso la forza”.
